La Nuova Ferrara

Ferrara

camera di commercio 

Sono 3.638 le aziende morte negli anni della grande crisi

A Ferrara un calo di quasi il 10% nel registro delle imprese dal 2007 al 2018 In un anno una diminuzione di 280 unità. Saldo positivo per le ditte straniere

3 MINUTI DI LETTURA





Negli anni della crisi la provincia di Ferrara ha perso complessivamente 3.638 imprese che rappresenta quasi il 10%. Alla fine del 2007 il registro delle imprese della Camera di Commercio di Ferrara contava 38.773 aziende iscritte, mentre il 31 dicembre dell’anno che si è da poco concluso il numero delle aziende è sceso a 35.135.

I dati 2018

Il sistema delle imprese ferraresi ha trascorso il 2018 con l’affanno, mettendo alla fine a segno un saldo negativo tra aperture e chiusure. Nell’anno da poco concluso, i terminali della Camera di commercio hanno registrato l’iscrizione di 1.796 nuove imprese (31 in meno rispetto al 2017) e di 2.079 chiusure di imprese esistenti (in calo di 28 unità rispetto all’anno precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine dicembre un saldo negativo per 283 imprese, pari ad decremento del –0, 8%. Il dato 2018, dunque, conferma la contrazione già rilevata nel 2017, quando il saldo dell’anno era stato del –280 unità. A frenare il bilancio negativo del 2018 sono state, ancora una volta, le imprese di giovani e stranieri, i cui saldi continuano ad essere positivi.

In crescita le società di capitali mentre diminuiscono imprese individuali e società di persone. Prosegue, inoltre, la difficoltà del settore artigiano, dove però le contrazioni, pur sempre superiori all’economia nel suo complesso, sembrano rallentare di intensità. È quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sulla natalità e mortalità delle imprese nel 2018. I dati sono disponibili online all’indirizzo (www. fe. camcom. it)

Il segno rosso per l’Industria Manifatturiera (-37 unità, il saldo del 2017 era stato di –38), racchiude andamenti diversificati tra le divisioni di attività: al suo interno solo poco più di un terzo non rileva contrazioni. Nel dettaglio, cresce soprattutto il comparto alimentare. Registrano, invece, una riduzione delle imprese anche il settore dei trasporti e magazzinaggio, le attività finanziarie e assicurative e quelle della Sanità e dell’Assistenza sociale (comparto che nel 2017 aveva invece registrato una crescita relativa importante). Segnali positivi giungono dai servizi, in primo luogo da quelli di supporto alle imprese (compreso noleggio e agenzie di viaggio), seguiti dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche. Si accentua, infine, anche la crescita dei Servizi di alloggio e ristorazione.

Le tipologie

Le imprese giovanili, pur rappresentando più di un quarto del totale delle iscrizioni e appena l’11% delle chiusure complessive, a causa della perdita dei requisiti delle imprese iscritte negli anni precedenti, riducono la loro consistenza, passando dalle 2. 730 unità del 2017 alle attuali 2. 621 (109 in meno, riduzione meno pesante rispetto allo scorso anno quando si è registrata una contrazione di –135 unità). Il saldo della movimentazione è largamente positivo (+239 unità, in linea con quanto rilevato nel 2017 (+21). Per le imprese straniere, la differenza tra aperture e chiusure sempre positiva, risulta in lieve rallentamento, segnando un +82 unità, quando nel 2017 il saldo era stato di +91, l’anno precedente +129, mentre tra il 2011 e il 2012 il dato è stato addirittura doppio. –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google