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Bando per i “lavaendoscopi” 

Tar ribalta gara d’appalto E condanna Asl a pagare

Tar ribalta gara d’appalto E condanna Asl a pagare

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Non c’è grande appalto pubblico che non sia impugnato davanti al Tar, racconta con esperienza chi si occupa di gare.

Un cavillo, l’attribuzione di un decimale di punto, l’interpretazione di un passaggio poco chiaro del capitolato: ogni appiglio è buono per provare a ribaltare l’esito sancito dalla commissione.

Pur vero che la maggior parte dei tentativi viene respinta e i promotori condannati a pagare anche le spese. Non in questo caso, non per la gara dei “lavaendoscopi” da due milioni e mezzo bandita dall’azienda Usl di Ferrara come stazione appaltante per l’intera area vasta dell’Emilia Centrale.

L’azienda Pentax Italia, arrivata seconda per un centesimo di punto (87,21 contro gli 87,22 della prima classificata) ha ottenuto ragione dai giudici amministrativi e si aggiudica la gara per sentenza.

La concorrente Steelco spa aveva proposto macchinari troppo pesanti, per i quali sarebbe stato necessario rinforzare i solai di alcuni locali, tra cui quelli di Ferrara.

A prescindere dall’aggravio di spese, il capitolato ammetteva soltanto impianti che avrebbero comportato minimi interventi edilizi - è una questione di costi e di tempi - e comunque prevedeva che le aziende avrebbero dovuto accludere alla propria offerta un progetto tecnico che contenesse anche le opere edili o impiantistiche necessarie.

Indicazioni che la Steelco non ha dato e la cui mancanza, secondo i giudici, comporta la sua esclusione dalla gara.

La sentenza, pubblicata il 30, condanna l’azienda Usl di Ferrara a pagare cinquemila euro di spese di giudizio. —

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