«Concorrenza sleale dagli affitti brevi» Si studiano le regole
Le piattaforme per gli affitti turistici brevi, Airbnb in primis ma anche Booking o Widmu, cioè i colossi della sharing economy, sono sospettati di «concorrenza sleale rispetto alle strutture già operanti sul territorio, dal momento che chi opera nel settore delle locazioi ad uso turistico affronta costi e adempimenti amministrativi assai ri dotti rispetto agli operatori professionali». È questa la premessa del progetto di ricerca di Unife, coordinato da Roberto Bin, che intende coinvolgere diversi partner pubblici e privati per valutare «possibili forme di regolamentazione del fenomeno», all’interno del quale, continua il documento programmatico, si annidano realtà che «agevolate dal “vuoto normativo” tuttora esistente in materia, operano al di fuori della legalità (ad esempio elusione fiscale dell’imposta di soggiorno)». Ci sono ripercussioni anche sugli affitti.
Il progetto di ricerca, formalmente partito nel novembre scorso e con durata 12 mesi, vede il coinvolgimento di enti pubblici, associazioni di categoria e singoli imprenditori del settore. Ci sono Comune di Ferrara Camera di commercio, Ascom, Confesercenti, Alberto Annunziata, Hotel Touring, Locanda Borgonuovo. L’idea è di partenza è di calibrare la ricerca e i possibili interventi sulle specificità ferraresi.
Gli accordi finora sottoscritti con Airbnb per recuperare l’imposta di soggiorno «sono nel complesso insoddisfacenti», quindi i ferraresi vogliono anzitutto guardare alle esperienze di Germania, Spagna e Francia. Poi si andrà a «elaborare, in collaborazione con il Comune di Ferrara e gli stakeholders coinvolti, una bozza di regolamento comunale sul fenomeno delle locazioni brevi a uso turistico». Il passo finale sarà «elaborare, in collaborazione con Ascom, Confesercenti e i partner imprenditoriali, un vademecum per gli attori locali del settore extra-alberghiero, volto a illustrare in termini chiari e comprensibili le condizioni per svolgere l’attività in modo legale e compatibile con lo sviluppo della città, per favorire da ultimo l’emersione delle strutture ricettive “non dichiarate”». —
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