Impianto fanghi, si va avanti «Circolano troppe inesattezze»
Il Caa di Crevalcore, che ha avanzato il progetto, risponde a critiche e perplessità Il direttore: nessun odore molesto e i camion percorreranno strade adeguate
Promette di rispondere punto su punto, il Centro Agricoltura Ambiente di Crevalcore. Una replica, carte alla mano, alle critiche di chi è contrario alla realizzazione a Portoverrara dell’impianto di trattamento dei fanghi, da cui produrre fertilizzanti.
«Nel giro di poche settimane presenteremo le risposte dovute alle osservazioni degli enti partecipanti alla Conferenza dei servizi. Capisco le preoccupazioni di alcuni cittadini, ma negli ultimi tempi sono state dette molte inesattezze», dice Dimitri Corazza, direttore generale del Caa, che non ha alcuna intenzione di rinunciare al progetto.
«norme rispettate»
«Siamo molto tranquilli – spiega Corazza –, l’impianto rispetterà tutte le norme vigenti: tra l’altro, quelle previste dalla Regione Emilia Romagna, sono più stringenti che altrove».
Su un punto in particolare, il Caa si sente in dovere di precisare: quello degli odori molesti che la centrale, una volta attivata, produrrebbe. «Non è così – sostiene il dirigente del centro di Crevalcore che svolge attività di ricerca in campo ambientale collaborando anche con strutture nazionali ed europee –. La nostra produzione di fertilizzanti non provoca puzze in quanto si limita a stabilizzare la sostanza organica. E comunque adotteremo tutte le prescrizioni che saranno stabilite al termine dello screening. Nessun residente nelle vicinanze avrà danni da questo punto di vista, anche perché l’area è isolata.
Altro tema: la viabilità e le migliaia di passaggi di camion previsti. «Utilizzeremo per larghissima parte strade provinciali e adatte al transito, solo in minima parte quelle comunali», sostiene Corazza il quale tiene a sottolineare che quello proposto è un impianto «che va nella direzione dell’economia circolare: quella che proponiamo è la modalità ambientalmente più sostenibile per garantire una corretta destinazione finale dei fanghi biologici di depurazione, da riutilizzare in agricoltura».
il comitato del no
Intanto però gli oppositori non arretrano. Anzi, rilanciano. Mercoledì 13 febbraio, alle 20.30 nella sala San Carlo del municipio di Portomaggiore, è in programma una nuova riunione del comitato del no all’impianto.
«Le nostre ragioni – dice il consigliere comunale Giovanni Tavassi, tra i promotori del comitato – stanno prendendo forza. Si sono mossi anche i cittadini di Bando e il Comune di Argenta ha stilato osservazioni molto puntuali anche dal punto di vista ambientale. Mentre il sindaco di Portomaggiore è stato, diciamo così più timido, limitandosi a osservazioni sull’argomento viabilità, inviate peraltro solo ad Arpae e non anche a Regione e all’Unione dei Comuni Valli e Delizie». —
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