Migranti, nuova era Taglio ai soldi micro-accoglienza penalizzata
Le simulazioni spaventano coop e onlus: meno 14 euro L’Asp lascia: dura garantire la qualità a queste condizioni
Tre mesi per ridisegnare l’accoglienza dei migranti in città e provincia. È il tempo che, per ora, si è data la Prefettura attraverso la proroga della convenzione con Asp e del bando sui centri emergenziali, per applicare le misure derivanti dalla legge Salvini sulla sicurezza. I cambiamenti in vista sono profondi e quasi certamente il sistema delle coop e delle onlus che ha retto per anni il sistema dell’accoglienza uscirà stravolto dalla loro applicazione. C’è intanto da registrare l’uscita dell’Azienda servizi alla persona, pivot del sistema, i cui ultimi atti dopo l’indicazione del Consiglio comunale sono stati le recenti proroghe.
I nuovi capitolati
Nella mani dei vertici delle Prefettura e dei dirigenti delle coop più impegnate nel comparto ci sono da giorni, per un’analisi attenta, i sei nuovi capitolati di gara predisposti dal ministero dell’Interno. Sono relativi alle diverse tipologie di struttura: sono previsti centri di accoglienza in rete per un massimo di 50 posti; centri collettivi (unica struttura) per un massimo di 50 posti; centri collettivi con capienza da 51 a 300 posti; centri con capienza maggiore di 300 posti; e infine hotspot e punti di crisi.
Il trattamento economico previsto per queste tipologie favorisce abbastanza chiaramente i grossi centri, come del resto da input politico, e mette in secondo piano le strutture diffuse come appartamenti accorpati, case coloniche riadattate, canoniche: la spina dorsale, in sostanza, della rete di una realtà comunque di eccellenza come Ferrara. E questo tenendo già conto della decurtazione complessiva della somma riconosciuta a migrante per ogni giorno di accoglienza, che passa da 35 euro (compresi gli “spiccioli” per le piccole spese) ad una forchetta tra 18 e 26 euro, più pocket money.
confronto perdente
La conferma arriva dalle prime simulazioni che circolano in questi giorni tra le coop ferraresi. Fino al 31 marzo i nostri Cas prendono appunto 35 euro come finanziamento per garantire 12 tipologie di servizio ai migranti: vitto-alloggio, gestione amministrativa e rendicontazione, mediazione linguistico-culturale, trasporto, orientamento e accesso ai servizi territoriali; poi orientamento lavorativo, abitativo e sociale; formazione professionale, tutele psico-socio-sanitaria e legale; insegnamento dell’italiano L2, servizi trasversali (ambulatorio, notifica atti ecc.) e pocket money. Con il nuovo capitolato i servizi inclusi nella diaria scendono a 7, tenendo conto delle strutture fino ad un massimo di 50 posti, la tipologia più diffusa nel Ferrarese. La tutela legale, in particolare, viene sostituita dal «servizio d’informazione sulla normativa», spariscono tra gli altri l’insegnamento della lingua L2 e gli orientamenti. «In pratica, si passa all’accoglienza emergenziale pura» sintetizza Angela Alvisi, presidente Asp.
Per tutto questo, tenendo a parte il costo del medico e il pocket money, ai centri di accoglienza in rete vengono riconosciuti 21,35 euro al giorno a migrante, mentre i centri collettivi frutteranno 26,35 euro.
meno assistenti
La falcidia dei servizi si riverbera sugli addetti all’assistenza, che sono destinati ad un drastico ridimensionamento. Per ogni 50 beneficiari oggi sono impegnati 3,5 operatori sociali full time, legali che forniscono 19 ore alla settimana; poi ragionieri, maestri d’italiano e psicologi al lavoro rispettivamente per 15, 20/30 e 20 ore la settimana. Con i nuovi capitolati, nelle stesse condizioni saranno impegnati 1,4 operatori sociali (uno solo dislocato in 3-4 comuni differenti) e un legale per 640 migranti; gli altri operatori non serviranno più.
l’Asp saluta
L’Asp ha abdicato al ruolo di coordinamento dopo l’approvazione della legge, «è vero che ogni anno venivano restituiti soldi non spesi, ma sarà difficile dare qualità alle nuove condizioni» riflette Alvisi. Ha pesato su questa situazione l’inchiesta della Guardia di Finanza che è partita dalla rendicontazione sbagliata di alcune presenze? «No, dopo la consegna della documentazione non abbiamo più avuto riscontri» è la risposta di Alvisi. —
S.C.
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