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Muore schiacciata dal camion «Adesso togliete il semaforo»

Katia Romagnoli
Muore schiacciata dal camion «Adesso togliete il semaforo»

La vittima, 62 anni, era ferma all’incrocio. Non c’è alcuna traccia di frenata Gli amici pensano ad una camminata di sensibilizzazione sulla Romea

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BOSCO MESOLA. È indagato l’autotrasportatore 57enne di Portogruaro, che giovedì pomeriggio si è reso responsabile del tamponamento sulla statale Romea in cui ha perso la vita, sull’incrocio semaforico di Bosco Mesola, Maria Paola Passafini, 62enne di Pontelangorino.

L’autoarticolato guidato dall’autotrasportatore veneto era vuoto al momento del tragico schianto che ha coinvolto tre veicoli fermi, in attesa che scattasse il verde al semaforo e non sono stati rilevati problemi di pesi o sovraccarichi e neppure all’impianto frenante del mezzo pesante.

le indagini

La Polizia stradale di Codigoro, intervenuta per rilevare l’incidente, sta seguendo le indagini, volte ad accertare la dinamica dei fatti.

In attesa dell’esito delle analisi ematiche alle quali l’autotrasportatore, rimasto illeso, è stato sottoposto all’ospedale del Delta, gli inquirenti dovranno anche valutare, tra le altre cose, la velocità tenuta dal veicolo e i dati rilevati dall’esame del cronotachigrafo (tempi di guida e di riposo).

Tutti i veicoli sono stati da subito sottoposti a sequestro penale-probatorio e nei prossimi giorni l’autorità giudiziaria affiderà i delicati incarichi finalizzati ad espletare perizie e verifiche, a supporto delle indagini.

La salma di Maria Paola Passafini resta all’istituto di Medicina Legale di Ferrara, a disposizione della Procura della Repubblica che, nei prossimi giorni, disporrà i previsti accertamenti autoptici.

Sembra che la causa del drammatico tamponamento a catena sia dipesa da una distrazione del conducente, il quale avrebbe pigiato il pedale del freno ormai all’ultimo istante, senza riuscire ad impedire lo schiacciamento della Fiat Panda, su cui sedeva la donna, ferma al semaforo rosso.

il prete e gli amici

Don Marco Polmonari, parroco di Pontelangorino, paese in cui la vittima viveva con il marito Marino, unendosi allo sgomento della comunità e al dolore della famiglia, preannuncia che sarà organizzata una veglia di preghiera, non appena sarà reso noto il giorno delle esequie funebri.

«Non ci sono parole – commenta don Marco –, ci si chiede quanti altri morti dovremo piangere su quell’incrocio, prima di togliere quel semaforo».

Un amico di lunga data, Mauro Ardondi, ex dj del J&J del Lido degli Scacchi, ricorda che «Maria Paola e Marino formavano una coppia unita nella vita e nel lavoro. Andavo sempre al loro distributore a fare benzina, che poi ha subito diversi passaggi di proprietà e che si trova tuttora nelle vicinanze di quell’incrocio maledetto. Ho scoperto leggendo il giornale che Paola ha perso la vita in un incidente e ci sono rimasto malissimo. Era una donna sempre cordiale e sorridente con tutti».

l’iniziativa

Nicola Petri, amico e coetaneo della figlia di Maria Paola Passafini, ipotizza che «si possa organizzare una camminata di sensibilizzazione sulla pericolosità di quell’incrocio, una volta sentita la famiglia della vittima così da avere il loro consenso. Non so come siano andate le cose, ma lì manca proprio lo spazio di frenata. Insomma c’è bisogno di una riflessione profonda sui rischi alla guida». —

Katia Romagnoli

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