«Un patto tra civici altrimenti mi ritiro»
Primo incontro pubblico con il candidato sindaco Giubelli «La sicurezza non è di destra, Ferrara merita di più»
Non c’è ancora un logo né un abbozzo di lista. Ma una chiamata a raccolta delle forze civiche che si stanno affacciando sulla ribalta elettorale.
Civici a raccolta
L’incontro pubblico organizzato ieri pomeriggio dall’avvocato Piero Giubelli, candidato sindaco, si è concluso in realtà con una premessa: «Mi sono messo a disposizione della mia città, con cui ho un forte debito di riconoscenza, perché penso a una federazione di tutte le forze civiche che credono nel futuro di Ferrara e nella gestione della cosa pubblica a prescindere dalla tessere. Ma se non sarà possibile arrivare a questa sintesi, non presenterò a tutti i costi una mia lista, continuerò a fare l’avvocato, senza rimpianti».
Per un’ora, in una sala conferenze della Camera di Commercio colma e con molte persone in piedi, Giubelli ha concretizzato la “mobilitazione” dei civici esponendo i punti della sua visione della città tra richiami alla sicurezza e all’ordine («ma non vuol dire essere di destra»), così come alla sostenibilità e al rispetto delle differenze («ma non vuol dire essere di sinistra»). Cinquantasei anni, nato a Ferrara dove «sono cresciuto, ho studiato e ho lavorato», Giubelli non ha risparmiato critiche all’attuale giunta, a cominciare «da quell’infelice uscita sull’insicurezza percepita», puntualizzando però che «si deve ripartire senza buttare via quanto di buono è stato fatto», e affrontare i nodi del degrado e della criminalità «trovando soluzioni piuttosto che creare la paura e farne strumento di consenso elettorale».
La sicurezza
Lui in Gad ci vive, per 15 anni ha abitato al Grattacielo, «e conosco perfettamente il disagio dei residenti che hanno visto cambiare il quartiere e svalutare le proprie case. Il punto non è se esiste o meno la mafia nigeriana, ma che chi delinque sia tolto dalle strade. Da sindaco chiederei più agenti locali, che dovrebbero essere dotati di arma di reparto. Di questi temi si deve parlare senza pudore, non vuol dire essere di destra. Servono più telecamere, illuminazione, sorveglianza. A Padova una giunta di sinistra ha istituito i servizi di vigilanza volontari». Più sicurezza significa anche non tollerare trasgressioni come bici sul marciapiede o i passeggeri senza biglietto sugli autobus, da dotare di tornelli.
Cambio di marcia
Altri temi fondamentali il lavoro («lo Sportello Unico ha dato pessima prova di sé. Serve una task force per portare qui le imprese»), l’Università («i laureati vanno trattenuti con borse di studio e incentivi»), le infrastrutture («prioritario ultimare la Cispadana»), i trasporti («autobus ecologici e più coincidenze tra fermate di linee diverse»), il turismo («un’isola museale al Quadrivio degli Angeli»). I soldi? «Ci sono: 90 milioni di euro tra asset mobiliari e immobiliari del Comune e azioni Hera. Chi vuole tesaurizzarli più che ai dividendi pensa ai posti nei cda. E l’attuale opposizione dà l’impressione di voler occupare i posti di potere senza un vero cambio di marcia». —
Alessandra Mura
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