La chiesa di San Biagio rinasce dopo il terremoto
In corso nella frazione bondenese l’intervento di recupero disposto dalla Curia Il sindaco in visita al cantiere: si punta alla riapertura per i fedeli già in estate
BONDENO. La quattrocentesca chiesa di San Biagio potrebbe riaprire entro l’estate. Il cantiere prosegue spedito i lavori, per restituire alla comunità della frazione bondenese la storica chiesa.
«La nostra chiesa – dice il parroco don Giorgio Lazzarato – è stata più volte distrutta e ricostruita. Si trovava lungo le rotte dei due “Ducati”, durante le guerre dei secoli passati, ed è stata pertanto rimaneggiata e modificata anche a seguito di questo». La conformazione attuale è databile attorno al XV secolo. L’ultima “ferita” è stata impressa dal terremoto del maggio 2012. Da allora la chiesa è inagibile, ma da qualche tempo è avviato il cantiere per la ricostruzione, di competenza della Curia, e visitato dal sindaco Fabio Bergamini.
IL CANTIERE
«Abbiamo avuto rassicurazioni da parte dei tecnici su’avanzamento e qualità dei lavori – dice il sindaco – e speriamo che la chiesa sia riaperta ai fedeli entro l’estate. Sarà importante averla pronta per il 2020, quando la celebrazione del patrono San Biagio sarà accompagnata dalla processione con la statua del santo». Oggi la festa si terrà a Salvatonica, dove si trova la statua di San Biagio, trasferita dopo il sisma, visto che, proprio quella di Salvatonica, era stata una delle prime chiese a riaprire, dopo i lavori. In quella di San Biagio, invece, si possono riscoprire una serie di tesori importanti: cappelle affrescate, l’effige di San Luigi, quadri e un organo del 1867 creato da Tommaso Gallerani.
La direttrice architettonica e alla sicurezza dei lavori di San Biagio, Maria Chiara Montanari, assicura che anche l’organo sarà oggetto di un restauro: «La chiesa – spiega – è un edificio basso, quindi ha risentito meno di altri del sisma. Tuttavia, presentava un distacco della facciata e lesioni. . È stato effettuato anche il consolidamento del controsoffitto». Inoltre, «nel retro del timpano – dice l’ingegner Montanari – sono state inserite fibre di carbonio, prima dell’intonaco».
IL CONSOLIDAMENTO
Una delle aziende impiegate nel cantiere, la Resinproget, ha effettuato anche speciali “iniezioni” per consolidare la struttura. Dell’appalto si sta occupando un’Ati formata da Nuova Costruzioni Generali, Modena Lavori Speciali, ed appunto Resinproget. Una parte dei lavori spetterà ai restauratori, che dovranno occuparsi delle decorazioni e delle caratteristiche di pregio della chiesa. Nei piani superiori della sacrestia, è emerso a seguito del sisma anche un arco in pietra, probabile testimone della struttura originaria. «Anche il campanile – conclude Montanari – è stato interessato da un dissesto, scoperto in corso d’opera. Tra le prime operazioni da effettuare, ci sarà il rifacimento del telaio delle campane», per il quale è stato interessato un carpentiere specializzato. –
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