La Nuova Ferrara

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Il Reno ha smesso di far paura Il livello del fiume verso la normalità

Fabio Terminali

Sospiro di sollievo dopo il picco della piena di sabato  Ieri sera il rompete le righe per le squadre di volontari

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L’incoscienza è negli occhi spalancati di una bimba. «Che bello papà, il fiume». È uno scorrere inesorabile, un defluire misericordioso, tra natura e artificio, a incorniciare il cessato allarme.

Domenica mattina, Ponte Nuovo tra Cento e Pieve. Qui il picco massimo della piena del Reno l’hanno salutato la sera prima, tra le 21 e le 22: 8,66 metri. Dodici ore dopo, il livello si è abbassato di una cinquantina di centimetri. Sospiro di sollievo. E buona festa del patrono San Biagio.

cento

Lento, ma costante. Limaccioso: tronchi e rami spezzati a bagno. Diretti verso la foce. L’allargarsi del fiume lascia la golena come una pozza, gli alberi con la base del tronco ben inzuppato. Per fortuna però il colmo della piena è passato senza alcuna complicazione.

«L’allerta rossa è stata affrontata con attenzione, ma senza problematiche di rilievo e senza disagi, dal momento che si è resa necessaria la chiusura della passerella ciclopedonale del Ponte Vecchio e non la serrata dei due ponti - afferma il sindaco Fabrizio Toselli -. Devo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati: tecnici, Polizia Locale di Cento e Protezione Civile. Ai volontari Ana, che hanno garantito la sorveglianza arginale per l’intera giornata mettendo in campo 26 operativi, i miei complimenti».

Tra l’altro, la squadra dell’Ana dalle prime ore del mattino erano impegnati nella Bassa Bolognese, a Mascarino. È nel triangolo tra Castel Maggiore, Argelato e Castello d’Argile che dopo l’esondazione si contano tuttora i problemi più rilevanti: decine di sfollati, danni milionari nelle campagne, esercito mobilitato, carabinieri in servizio antisciacallaggio. Che sul campo hanno lasciato, feriti e soccorsi, quei sei militari travolti dall’acqua.

sant’agostino

A pochi chilometri di distanza, più a nord, c’è da ringraziare il cielo per un esito ben diverso. C’è poi da onorare il Cavo Napoleonico, l’artificio che riporta la natura nei suoi confini: aperte le paratie, le abbondanti acque del Reno sono state accolte dal Po. Ai piedi dell’impianto, è scattata la processione: curiosi, accompagnatori arginali di cani, ciclisti della domenica in sosta strategica. «Io abito qui vicino – dice un uomo –, non potevo non venire. No, non abbiamo avuto paura».

gallo

Eppure, lungo l’argine di Gallo, ci sono ancora i sacchi di sabbia. Protezione estrema, atmosfera vagamente militare, di una guerra mai realmente dichiarata. Ma sicuramente vinta. Alle 20 di ieri sera l’emergenza è terminata ufficialmente.

«Anche la fase di deflusso va controllata – raccontava ieri pomeriggio Stefano Ansaloni, responsabile della Protezione civile del’Alto Ferrarese –. Si va verso una graduale normalizzazione. Anche per la piena del Panaro, che a Bondeno non ha mai raggiunto il livello 2». —



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