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La rotta del Bolognese sarà smaltita a Saiarino Allerta dighe di legna

G.C.

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ARGENTA. “L’acqua va alla bassa”. Proprio in virtù di questo detto, tutta l’acqua fuoriuscita sabato con la rottura bolognese del Reno finirà ad Argenta. In quell’imbuto rappresentato dal bacino di destra Reno che ha come budello finale l’impianto idrovoro di Saiarino.

Sarà un lungo lavoro per il Consorzio della Bonifica Renana. Un intervento che ancora non è iniziato ma che pian piano verrà affrontato. Infatti, l’acqua che ha allagato le case e i terreni agricoli tra Argelato e Castel Maggiore pian piano defluirà normalmente nei fossi, poi nei canali e successivamente alle sei pompe del Saiarino.

I ben informati dicono, inoltre, che in altri casi del passato, oltre al deflusso normale dovuto ai livelli (“L’acqua va alla bassa”), sono state utilizzate le pompe, sia fisse sia supplementari; il tutto per far sì che l’acqua lasci le zone allagate e finisca nei canali di bonifica il più presto possibile. Acqua che, una volta superato l’idrovoro Saiarino, verrà immessa di nuovo nel fiume Reno e quindi potrà andare in mare.

C’è infine il tema delle dighe di legna che dopo le piene si formano puntualmente fra i piloni dei ponti di Codifiume, Traghetto, Argenta (via Cardinala), Ponte Bastia, Madonna Boschi e Anita. Una valutazione sull’eventuale pericolosità verrà fatta a piena completamente smaltita. —

G.C.

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