Scritte contro il sindaco deturpano il loggiato L’indignazione è corale
Fabbri risponde: «Segno di disprezzo verso il territorio» Da destra a sinistra la condanna è trasversale
COMACCHIO. Deturpato il loggiato dei Cappuccini con frasi contro il sindaco. Da finalista, lo scorso anno, insieme a Recanati e a Palermo nel concorso nazionale di capitale della cultura, Comacchio purtroppo si è risvegliata ieri mattina con la scoperta di uno scempio inferto a uno dei suoi monumenti storici, adiacente ad un edificio religioso, qual è il santuario di Santa Maria in Aula Regia.
le scritte
Chi ha preferito celarsi dietro il paravento dell’anonimato, per imbrattare alcuni tratti del seicentesco loggiato dei Cappuccini, ha rivolto al primo cittadino sentimenti che sconfinano dalla dialettica politica “Fabbri, neanche Dio ti perdona” o “Vai da un esorcista pazzo indemoniato”. Immediatamente è scattata una condanna corale del gesto, a partire dagli esponenti politici locali, per coinvolgere il mondo dell’associazionismo, sino ai cittadini.
la solidarietà
«Arrivare a questo punto vuol proprio dire che siamo fuori dalla discussione politica – ha commentato Umberto Cavallari, consigliere comunale della Lega –; mi è dispiaciuto e appena l’ho saputo ho informato Maura Tomasi, e anche lei è rimasta incredula. Esprimiamo solidarietà al sindaco». Sgomento, incredulità e dispiacere per la comunità, vengono espressi da Piero Fabiani, segretario comunale e capogruppo consiliare del Pd. «Capisco cosa può provare il sindaco e gli esprimo solidarietà e vicinanza personale – interviene Fabiani –; mio padre era sindaco a metà degli anni ’70 e ricordo con dolore quando alcune sere dopo il consiglio comunale, veniva accompagnato a casa dai vigili. Speravo che con il passare delle generazioni certi atteggiamenti avessero potuto esaurirsi. È vergognoso». «Siamo ben oltre la politica - continua Tiziana Gelli, Fretalli d’Italia - e credo che sia anche motivo di dolore e imbarazzo per i cittadini comacchiesi vedere il loggiato dei Cappuccini, simbolo storico della comunità, sfregiato in quel modo».
A smorzare i toni ci ha pensato il sindaco: «Rovinare un bene della comunità e scrivere frasi di questo genere nei pressi di una delle chiese più importanti di Comacchio, è segno di disprezzo verso il tuo territorio, oltre ad essere un costo per tutti. Dio ti perdonerà». —
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