La Nuova Ferrara

Ferrara

ampliata la rete sanitaria 

Demenze e Alzheimer Otto centri in provincia per assistere i malati

Emanuela De Domenico

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Otto centri in provincia per i disturbi cognitivi e demenza (Cdcd) attivi, abilitati a diagnosi e trattamento, 75.000 casi nella sola Emilia-Romagna, 8.000 persone affette da demenza a Ferrara, oltre 1.400 persone hanno effettuato per la prima volta una valutazione presso i centri di riferimento (dati 2017).

Questi i numeri di una provincia che invecchia, in cui si inserisce il protocollo d’intesa firmato da Comune di Ferrara, Azienda Usl, Azienda Ospedaliera Universitaria, Università degli studi, Asp centro servizi alla persona, Assp Terra e Fiumi, Asp Delta Ferrarese, Aspems Argenta, Comune di Cento (comune capofila dei Comuni di Poggio Renatico, Terre del Reno, Vigarano Mainarda), Comune di Bondeno, Comune di Iolanda di Savoia, Associazione malattia Alzheimer, Associazione Mazzuca-Cento.

«È una grande soddisfazione essere così tanti attorno ad un tavolo per dare una mano fattiva ai cittadini con malattie dementigene e ai loro familiari». Queste le parole dell’assessore alla Sanità e Servizi alla persona Chiara Sapigni, durante la presentazione dell’importante progetto di potenziamento della rete di servizi 2019-2021. Il documento, estende di fatto le prestazioni dal Distretto Centro Nord a tutti gli altri distretti, nell’ottica di dare una completa risposta politica e tecnica a chi si trova ad avere a che fare con malattie complesse come la demenza o l’Alzheimer.

Franco Romagnoni, geriatra della Usl Ferrara e responsabile del progetto “demenze”, si è detto molto contento di questo risultato: «Questo non è soltanto il punto di arrivo di una fatica che dura da almeno 2 anni, ma è lo slancio per essere in grado di dare a paziente e familiari una diagnosi tempestiva, appropriata ed accurata; poi dobbiamo avere l’accortezza di non rimanere solo nell’ambito medico, ma impegnarci a fondo per creare una rete che protegga e supporti le persone».

Figura chiave il medico di base, a lui infatti va il compito di accorgersi dei cambiamenti di un assistito e correre ai ripari. Per fare questo, come ha ampiamente argomentato Alessandro Pirani dell’associazione Mazzuca-Cento, «la diagnosi corretta e precoce è il segreto per affrontare le demenze in modo consapevole e mirato». —

Emanuela De Domenico

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