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Passata la piena del Reno si riapre il tema manutenzione

G.C.
Passata la piena del Reno si riapre il tema manutenzione

Necessaria la pulizia del fiume per evitare la formazione di dighe di legna  La lettera inviata in Regione 16 mesi fa dal sindaco è ancora senza risposta

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ARGENTA. Giusto due anni fa, il Reno andò in piena senza però provocare disastri come è successo l’altro giorno nella Bassa Bolognese. E come allora – anche se di questo argomento se ne sta parlando da molto tempo – la questione pulizia del fiume è tornata d’attualità.

La rottura dell’argine di sabato non sarebbe stata causato dalle alberature e dalla fitta vegetazione che da anni cresce indisturbata nel letto del fiume; la richiesta, però, di far manutenzione al corso d’acqua, è stata nuovamente riformulata soprattutto dagli allagati.

lettera in regione

È il caso allora, di fare un passo indietro e tornare all’iniziativa assunta dai sindaci dei Comuni che si ritrovano sotto gli argini del Reno e al tempo stesso, delle allarmanti dichiarazioni che fece alla Nuova Ferrara Ferdinando Petri, l’ex primo responsabile in Regione dell’allora servizio tecnico bacino Reno.

Sedici mesi fa, il sindaco Antonio Fiorentini scrisse all’assessore Paola Gazzolo – e a tutt’oggi è lettera morta –, notando che «già da tempo e ripetutamente segnaliamo quanto sia diventato pericoloso il percorso del fiume Reno. La gestione ambientale delle zone Sic/Zps (Siti di interesse comunitario/Zone di protezione speciale; ndr) rischia di aggravare i problemi con cui già da tempo ci confrontiamo. Il letto del fiume è letteralmente diventato un bosco; l’ammasso costante del legname che ospita, ci preoccupa, è causa della diminuzione della portata del fiume e quindi potenzialmente un grande pericolo per la tenuta idraulica». Il primo cittadino chiese quindi «un’attenzione speciale per la situazione nei nostri territori».

l’ex dirigente

Di ben altro tenore furono le parole di Petri che da tecnico in pensione non ebbe peli sulla lingua nel dare precise responsabilità. «Il fiume, qualunque esso sia, è un corso d’acqua e non può essere un bosco, una riserva naturale: nel fiume ci va l’acqua». Nell’analizzare la questione bosco nel Reno vincolato a Sic/Zps aggiunse: «La manutenzione non viene fatta per la mancanza di soldi, è una scusa. Ci vuole la volontà politica di farla. Non la si fa per le spinte contrarie e lo ripeto: se l’acqua non trova sfogo, rompe, distrugge, produce croci. In Regione non si è mai voluto andare contro il movimento ambientalista, quello che combatte gli abbattimenti. Quando io decisi di farlo, mi hanno denunciato e si è continuato a non fare manutenzione». Essendo tutto il Reno in queste condizioni «certe scelte vanno fatte – disse Petri – e non bisogna barcamenarsi su due staffe e tirare in ballo le Sic/Zps per azzittire il cittadino che chiede come mai non viene fatta la manutenzione. Ripeto: non si può tappare un corso d’acqua perché, prima o poi, c’è la catastrofe». Era il 4 ottobre 2017. —

G.C.

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