Addio a Lorenzo Costa Dal calcio alla Fiera un uomo sempre amato
Lorenzo Costa non c’è più. Ad appena 56 anni si è spento domenica scorsa in un letto dell’ospedale Sant’Anna di Cona, dopo quattro mesi di degenza.
A dare l’annuncio della sua prematura scomparsa, con un toccante ricordo sulla propria pagina Facebook, è stato il fratello Davide: «Era un ragazzo dall’intelligenza acuta e di una grande bontà d’animo, mascherata sotto una scorza innaturale, che con mio fratello minore Alessandro ci divertivamo a schernire: “Fa il bullo”, dicevamo sempre. Ma in realtà era un ragazzo fragile che fingeva di essere forte. La vita negli ultimi 10 anni si è accanita contro di lui e questa fragilità è venuta fuori in tutta la sua devastante violenza. Non si è amato troppo e forse nemmeno chi doveva amarlo, me compreso, ha fatto il massimo. Abbiamo avuto tanti contrasti e litigi anche forti, ma lo ringrazierò sempre, perché molto di quello che so lo devo a lui: Calcio, Politica e Musica, tutte con iniziali maiuscole perché la discussione con lui era di alto livello. Sempre».
La città, e non solo, piange l’uomo e lo sportivo. Lo si ricorda a inizio millennio alla direzione di Ferrara Fiere, sotto la presidenza dell’avvocato Giuseppe Toscano, poi gli impegni professionali lo portarono a Firenze, sempre in ambito fieristico, ricoprendo vari incarichi.
Specialmente Casumaro, invece, lo ricorda ancor più giovane con la maglia della squadra di calcio del paese: «Abbiamo giocato insieme - ricorda Gino Martinelli -, era da tanto che non lo vedevo... che brutta notizia. Sì, ero capitano di quella squadra e lo ricordo bene: un ragazzo eccezionale, aveva una grande voglia di giocare, un grande spirito di squadra, tecnicamente era molto bravo. Aveva delle grandi doti, un ragazzo d’oro. Abbiamo giocato assieme due o tre anni a Casumro, lui avrebbe potuto fare qualcosa in più a livello calcistico, gli è mancato il colpo di fortuna, ma l’avrebbe meritata una platea superiore».
Venerdì prossimo, dalle 10 alle 14.45, sarà aperta la camera ardente all’ospedale di Cona, quindi si formerà il corteo funebre e poi il saluto alla Sala del Commiato della Certosa, fissato alle 15.20: «Per una commemorazione allegra fra amici», ci dice il fratello Davide. Niente funerale, come voleva Lorenzo. —
S.A.
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