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Comitato ricostruzione scrive al ministro: verifiche sul post sisma

Comitato ricostruzione scrive al ministro: verifiche sul post sisma

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CENTO. «Chiediamo al ministro Toninelli e al sottosegretario Ferraresi di sollecitare i controlli sulla ricostruzione post terremoto, perché finalmente venga fatta chiarezza sull’eventuale uso indiscriminato ed illecito di fondi pubblici».

Il Comitato per la Verifica Ricostruzione scrive al ministro alle infrastrutture e ai trasporti Danilo Toninelli e al sottosegretario del Ministro alla giustizia Vittorio Ferraresi. Una lettera firmata da Lorenzo Baruffaldi, Daniele Biancardi, Mirco Gallerani, Marco Mattarelli, Michele Testa, Nelson Zagni e Andrea Zaniboni, per chiedere un incontro volto ad illustrare quanto svolto dal Cvr in due anni: «Un lavoro fatto di 147 esposti alla Procura della Repubblica e oltre 200 segnalazioni alla guardia di finanza, incontri pubblici, un’interrogazione a Bruxelles, per denunciare quella che riteniamo essere una “spregiudicata” elargizione di denaro pubblico, e che riguarda la ricostruzione di immobili inutilizzati e/o abbandonati e fatiscenti già prima del sisma».

A oggi, spiega il Cvr «sappiamo solo di 7 procedimenti penali e 5 revoche di contributi, ma abbiamo segnalato oltre 100milioni, solo nell’Alto Ferrarese, di utilizzo di fondi del terremoto che riteniamo illeciti, contrari a quanto previsto dalle normative. Un’erogazione “indebita” che stimiamo essere ben oltre 1 miliardo di euro nell’area del cratere. Una circostanza che, se confermata, farebbe diventare la ricostruzione post sisma in Emilia come la più grande truffa dal dopoguerra».

Un’iniziativa che punta, a detta dei componenti del Cvr, a «smuovere un sistema che pare proprio non voglia ascoltarci, né vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti».

Oltre alla speranza di sollecitare ministro e sottosegretario, il Cvr non fa retromarcia: «Siamo già pronti a segnalare, e continueremo a farlo, altri 6 casi di ricostruzione nell’Alto Ferrarese, per un totale di 2 milioni di euro elargiti, che riteniamo non abbiano rispettato i criteri previsti dalle ordinanze. A fronte di tante abitazioni recuperate e rimaste disabitate per più di 3 mesi, e di capannoni inutilizzati per oltre 6 mesi, gli organi di controllo devono chiedere la restituzione dei finanziamenti». —

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