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Cross linking Al Sant’Anna l’oculistica d’avanguardia

Emanuela De Domenico
Cross linking Al Sant’Anna l’oculistica d’avanguardia

Il trattamento è indirizzato  a pazienti affetti da ectasia  corneale, che determinano  un progressivo deterioramento  della qualità della vista 

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Le fibre collagene del tessuto corneale si rigenerano, la resistenza biomeccanica viene incrementata, la malattia si blocca, migliora e in alcuni casi regredisce.

Non è un miracolo, ma la preziosa potenzialità della procedura cross-linking, che da gennaio è disponibile all’Unità operativa di oculistica dell’ospedale di Cona.

Il trattamento è indirizzato a pazienti affetti da ectasia corneale (cheratocono, degenerazione marginale pelludica ed ectasie iatrogene), patologie che determinano un progressivo deterioramento della qualità della vista.

La scelta coraggiosa di investire per la cura di una malattia classificata come rara, circa 50 casi su 100.000 abitanti, diventa il valore aggiunto del S.Anna, ed è lo stesso Eugenio Di Ruscio, direttore sanitario a dire: «Noi siamo una struttura pubblica e non possiamo trascurare i pazienti affetti da patologie infrequenti; per questo ci siamo impegnati a far sì che la prestazione potesse essere eseguita sul nostro territorio evitando così la migrazione in altre regioni».

Chi è affetto da questa malattia infatti, è di solito costretto ad affrontare lunghi viaggi, a volte anche all’estero, per curarsi adeguatamente. Il professor Paolo Perri, direttore dell’Uo Oculistica, dopo aver spiegato le numerose attività consolidate del reparto, ha anche detto che era il momento di indirizzarsi verso altri ambiti: «è bene iniziare ad allargarci ad altri settori che hanno la loro specificità, il cross-linking, è una tecnica che ogni giorno subisce trasformazioni rapidissime, è una terapia sicura, che non prevede un vero e proprio intervento chirurgico, ma è in grado con una sola applicazione di bloccare il progredire del cheratocono». Il primo step, come ha sottolineato il dottor Giuseppe Lamberti, è la diagnosi precoce degli astigmatismi e poi eventualmente del cheratocono, solo così si può evitare che si arrivi al trapianto di cornea.

A tal proposito, per potenziare la macchina diagnostica dell’ospedale, è in programma anche l’arrivo di un nuovo topografo corneale, strumento che consente di dare una completa e dettagliata mappatura della cornea e di quelle che sono malattie e degenerazioni. —

Emanuela De Domenico

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