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Dagli studi a Ferrara alla California La storia vincente dell’ingegnere

Davide Bonesi
Dagli studi a Ferrara alla California La storia vincente dell’ingegnere

Il rodigino Paolo Bergamo è vicepresidente di Salesforce «A Unife ho trovato posto accogliente e professori giusti» 

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Terminati gli studi superiori nella sua città, Rovigo, quando ha dovuto scegliere l’ateneo da frequentare (ingegneria come facoltà era già una certezza), il giovane Paolo Bergamo ha optato per Ferrara e da lì ha mosso i primi passi di una carriera strepitosa, che lo ha portato nel giro di pochi anni a lavorare per Steve Jobs prima e per la Salesforce di San Francisco ora, azienda che figura regolarmente tra le più innovative del mondo secondo Forbes, passata dai 700 dipendenti del 2006 ai circa 36mila attuali. E parte del merito va proprio a Bergamo, la cui giovane start up fu acquisita da Salesforce proprio nel 2006. E pur restando il responsabile della piattaforma mobile, applicativi compresi, è diventato senior vicepresident.

unife, grande amore

Facendo un passo indietro, Bergamo doveva scegliere l’ateneo. «Alcuni amici preferivano Padova, altri Bologna perché l’iscrizione non era a numero chiuso. Io che già avevo iniziato a fare dei lavoretti, ho scelto Ferrara per la distanza, pur temendo l’esame di ammissione. Ma andò bene e trovai subito un ambiente accogliente. Certo, allora in particolare come sede non mancavano i problemi, ma trovai professori disponibili, come non è accaduto ai miei amici negli altri atenei. E io ero uno di quelli insistenti, pesantino a forza di fare domande. Ma a Ferrara ho imparato tante cose, iniziando pure il dottorato».

incontri decisivi

Ci sono quelle persone che ti cambiano la vita. Per Bergamo è stato il professor Gianluca Mazzini. «Fu il bridge (ponte, l’abitudine di parlare inglese, ndr) fra teoria e pratica, perché nelle università italiane si studia tanto ma ci si prepara poco al mondo del lavoro. Fu lui ad aprirmi la mente, a farmi applicare dal vivo i concetti appresi».

E poi ecco i vari incontri che hanno portato Bergamo in California: prima Kung Yao di Ucla, che lo ha voluto con sé negli States, poi il professor Kleinrock, che con Arpanet ha di fatto inventato la rete come la sappiamo oggi.

santa monica

«Ero andato convinto di tornare subito in Italia e lavorare poi per una grande azienda italiana. Ma appena atterrato ho capito che non sarebbe stato così: al netto delle difficoltà linguistiche, mi sono serviti 2 anni per integrarmi e 15 giorni per capire i vantaggi di essere qui».

La carriera di Bergamo è stata fulminea, prima la chiamata di Steve Jobs («All’epoca era già malato») per creare la prima app aziendale sull’App Store di Apple. Poi la start up creata con altri due colleghi specializzata in tecnologie wireless e software aziendali. «L’idea piacque a Marc Benioff (fondatore di Salesforce nel 1999, ndr), che acquisì la nostra start up. Salesforce magari è meno nota perché lavora con grandi aziende e non per i privati, ma è fra le prime al mondo per crescita. Offre un servizio di assistenza completa, ora anche virtuale e i nostri partner sono aziende al top, prima Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Giappone, poi da quattro anni ho ottenuto di aprire al mercato italiano».

Insomma, un modo per tornare qui... «A Rovigo dai miei familiari ovviamente torno più volte, a Ferrara manco da un po’, ma ho costanti contatti con ex compagni e ovviamente con Mazzini». —



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