Fabbri: Diamanti, tavolo imprenditoriale «Civici, dialogo se dietro non hanno partiti»
Parla il coordinatore leghista e candidato sindaco in pectore: il vicesindaco? Decisivo il voto ma anche il profilo
L’intervista
Ieri sera ha partecipato all’incontro della sua Lega con i residenti di Mizzana, al Kamakoa Tiki Club, ma la sua campagna elettorale deve ancora cominciare. Alan Fabbri, coordinatore provinciale e capogruppo regionale della Lega, in attesa di ufficializzare la candidatura a sindaco di Ferrara, si occupa di definire il perimetro e riempire di contenuti l’alleanza di centro destra in costruzione non solo nel capoluogo. Dicendo la sua sull’affaire Diamanti.
Centro destra unito in tutti i Comuni del territorio?
«Riusciremo a trovare una sintesi nella maggioranza dei casi. La Lega presenterà una sua lista anche a Argenta e Copparo, mentre negli altri Comuni sosterremo civiche di area e il candidato sindaco migliore per vincere, non importa se leghista o no. Posso ribadire l’appoggio ad Andrea Brancaleoni per Tresignana, e a Poggio Renatico c’è la volontà di correre assieme a Daniele Garuti».
Come selezionerete i candidati? E la divisione degli eventuali posti nelle giunte in che misura sarà determinata dai risultati elettorali?
«Si stanno avvicinando a noi molte persone, in provincia soprattutto giovani e neofiti della politica desiderosi di dare una mano; nel capoluogo anche molti rappresentanti di mondi economici e di orientamento centrista. Vedremo di garantire un giusto mix di rappresentanza politica, esperienza amministrative e società civile. Sulla squadra di governo lasciamo perdere il manuale Cencelli: a Ferrara il vicesindaco sarà scelto tra Fdi e Forza Italia in base all’esito del voto ma anche sullo spessore amministrativo del candidato».
In città, appunto, è un fiorire di candidati civici a sindaco: li considerate tutti di centro sinistra o con qualcuno il dialogo è aperto?
«L’assessore Fusari non mi sembra una civica, è nella giunta Tagliani... Il colonnello Bernabei pare che si ritiri, mi dispiace perché lo stimo ma sono i giochi interni al Pd. L’avvocato Ferroni lo conosco dai tempi dell’università, con Giubelli (presidente dell’Ordine avvocati, ndr) ci siamo visti e parlati nei giorni scorsi, è una persona seria e alcune cose che dice sono condivisibili. In generale è positivo il fatto che queste persone vogliano impegnarsi nella città, se si rimane sul terreno dei programmi prevedo confronti produttivi in campagna elettorale. L’importante è che non vengano fuori i partiti dietro i civici».
Sul tema eventi, tipo Buskers o Internazionale, cosa può dire?
«Il Pd tenta di avvelenare i pozzi, manca che dicano che con noi non si festeggerà più il Capodanno e poi siamo a posto. Ho visto Stefano Bottoni (fondatore del Buskers Festival, ndr) la scorsa settimana, rispetto molto il suo lavoro e abbiamo pure collaborato in passato. Anche Internazionale è una risorsa per la città».
Sullo stop alla passerella di Palazzo Diamanti, arrivato a seguito della campagna del vostro alleato Vittorio Sgarbi, cosa pensa?
«C’è stato un grande errore politico, forse un’ingenuità, della giunta Tagliani, che si è fatta bocciare il progetto dalla Soprintendenza per motivi tecnici. È infantile dare la colpa agli altri. Ora bisogna trovare una soluzione adeguata, che rispetti l’unicità del palazzo e le esigenze delle attività produttive che vivono di turismo. Sul futuro dei Diamanti e del polo museale direi di ripartire da un tavolo della Ferrara che lavora, con le associazioni. Sgarbi? Ha fatto il suo mestiere e l’ha fatto con il cuore». —
Stefano Ciervo
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