La Nuova Ferrara

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il ricordo 

«Eri uno spirito libero Ti porrò ancora la mano»

Tua Maestra Sara
«Eri uno spirito libero Ti porrò ancora la mano»

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Riceviamo e pubblichiamo questo toccante ricordo da parte di un’amica di Paolo Colombani.

Avevo un amico. In un qualche modo, sento di averti ancora. Ieri sera non abbiamo parlato via chat, e la cosa mi è parsa strana. Ti ho conosciuto un tardo pomeriggio del novembre 2013, stavo correndo un lungo di trenta chilometri, mi era scappata l’ora, tu eri in bici e ti sei offerto di scortarmi al buio con la tua torcia da montanaro. La montagna è stata la tua grande passione per una vita, ma quel pomeriggio in te è scattata anche la voglia di correre. La distanza di 42,125 km ti ha affascinato da subito, la tua prima maratona l’abbiamo preparata insieme e da allora mi hai sempre soprannominata Maestra, una cosa che mi faceva ridere e su cui scherzavamo.

Ho una tempesta nel cervello: una serie di nozioni sulle migliaia di libri e film che hai letto e visto, i racconti delle tue avventure da romanzo poco verosimili, il tuo parlare per metafore e allegorie. Ho corso migliaia di chilometri, dopo la prima maratona, con te. Un cervello complesso e sublime, un’anima aperta a pochissimi e tormentata. Tu ed io a litigare per il nostro fare burbero, e a darci consigli, e quelle “pacche sulle spalle” che dicevi di non saper fare a dare, ma che mi facevano stare bene. Dicevi di non conoscere nulla, ma è con lo spirito solitario che riesci a scavare dentro, a capire e a consolare, e lo fa perché è un esercizio che applica a se stesso da tutta la vita. Abbiamo fatto una bellissima cena con Stefania, mia amica e tua compagna di avventure montanare, abbiamo riso tanto e il giorno dopo c’è stata l’ultima corsa.

Voglio ricordarti Paolo, come uno spirito libero, tu parlavi con tutti, tante persone hanno attraversato, senza scalfire, il tuo vagabondare nel mondo e nelle esperienze. Io ho avuto l’onore di essere una parte di te, e tu una parte di me. Chiunque si sia mai approcciato, anche scontrato con Paolo, non lo dimentichi. Ha avuto un privilegio grande.

Ciao Paolo, ti saluto portando le mie mani giunte sulla fronte, come mi hai insegnato. E prendendoti per mano, al traguardo dell’ultima mezza maratona corsa insieme nella nostra città, con la stessa maglia di Corriferrara. La mano che mi hai lasciato per timidezza all’arrivo di quella corsa, io te la porrò di nuovo, un giorno.

So che i nostri amici corridori stanno piangendo come me, che mi sento confusa, perché i nostri cuori magari hanno saputo battere a cinquanta pulsazioni al minuto, ma ogni contrazione è così piena di dolore, speranza, amore, sofferenza, rabbia, vita, che forse il tuo si è esaurito prima che imparassimo ad allenarlo a tutto.

Per sempre a fianco a te.

Tua Maestra Sara

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