Mdp: alleati con il Pd se il cambiamento c’è
Mdp-Articolo 1 si prepara all’assemblea nazionale del 16-17 febbraio che darà il via ad un nuovo soggetto politico «progressista, ambientalista e socialista», per dirla con il coordinatore provinciale Francesco Vinci. Archiviata la «deludente esperienza di Liberi e Uguali», l’obiettivo politico torna ad essere «una coalizione con il Pd già alle amministrative di Ferrara, che abbia due punti fermi: l’unità a sinistra e il cambiamento», sunteggia Vinci dopo l’assemblea provinciale dell’altra sera con il deputato Arturo Scotto. Dopo un buon inizio, però, l’alleanza torna a barcollare.
Il dialogo con Ilaria Baraldi, segretario comunale Pd, era partito bene, con il passo indietro sul candidato sindaco e la discesa in campo di diversi civici. Poi però lo stop da parte del segretario regionale Paolo Calvano, che ipotizza anche una candidatura dem, «e qui c’è una frizione perché viene a mancare uno dei capisaldi del ragionamento, il cambiamento appunto - è sempre Vinci a parlare - Mi chiedo perché il Pd stia tornando indietro dalle richieste dei suoi stessi organi e dei circoli di base». Mdp propone di «stringere i tempi per confrontarsi sul programma dei candidati civici, cercando magari di coinvolgere i laboratori di area che sono nati in questi mesi guardando con interesse alla politica locale. Il modello - conclude il coordinatore - devono essere le Regionali di Sardegna e Abruzzo, non la Basilicata. Non cambiare significa non aver capito il messaggio delle urne del 4 marzo». —
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