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i dati inps 

Novanta domande per la quota cento Comuni in allerta

Alessandra Mura

Al momento 19 i dipendenti municipali candidati al ritiro Il sindaco di Copparo: lunga e difficile la loro sostituzione 

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Si fa presto a dire Quota 100, ma per le amministrazioni comunali il ricorso dei dipendenti alla formula del 38+62 per andare in pensione determinerà difficoltà di non poco conto per fronteggiare l’imprevisto turn-over.

91 domande

Secondo i dati forniti dall’Inps di Ferrara, e aggiornati a ieri, sono 91 le domande finora pervenute all’istituto di previdenza di viale Cavour, e dopo un avvio timido l’andamento delle richieste sta cominciando ad accelerare, se si considera che rispetto all’ultima rilevazione di due giorni fa (47 domande) il numero è quasi raddoppiato.

Guardando ai dati scorporati per settore lavorativo, emerge una sostanziale prevalenze del settore privato. Su 91 domande, 36 fanno capo all’Assicurazione Generale Obbligatoria (dipendenti privati), 11 agli artigiani e 12 ai commercianti (gestione speciale autonomi), 1 alla previdenza marinara e 1 al comparto della sanità. Ci sono poi 11 dipendenti pubblici afferenti alla Cassa dello Stato, con ogni probabilità relativi alla scuola e, appunto, 19 domande riferite al Cpdel, la Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali, il cui ritiro rappresenta una spina nel fianco per le amministrazioni municipali.

«Il problema c’è, è innegabile - spiega il sindaco di Copparo Nicola Rossi - Già gli enti locali soffrono una carenza di organico, e questi pensionamenti possono avere ripercussioni anche non indifferenti per il funzionamento della macchina comunale». Perché sostituire un dipendente, nel settore pubblico, ha tempi e modalità ben più rigidi e vincolanti rispetto al privato.

Comuni in allerta

«Non tutti gli enti pubblici hanno possibilità di assumere - continua Rossi - Tutto dipende dalla capacità assunzionale, calcolata in funzione degli investimenti sul personale degli ultimi tre anni. Se un Comune non rientra in determinati parametri, non può assumere, ammesso poi che disponga delle adeguate risorse». Altro nodo sono i tempi: «Se si rende necessario indire un bando per formare una graduatoria, si può andare avanti anche per quattro-cinque mesi. C’è la possibilità di attingere a graduatorie già pronte di un altro Comune, e accorciare i tempi, ma a patto che le graduatorie in questione riguardino le figure professionali richieste. È un incognita sotto molti punti di vista».

La scuola

Preoccupazione anche sul fronte della scuola, anche se in questo caso il pensionamento scatterà comunque alla fine dell’attuale anno scolastico: «Già quest’anno ci sono stati grossi problemi di copertura delle cattedre per lo svuotamento delle graduatorie, con questa novità la situazione non può che peggiorare - ragiona Hania Cattani della Cgil Scuola - al momento riceviamo richieste di informazioni, perché i dipendenti vogliono essere sicuri di non essere penalizzati». —

Alessandra Mura

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