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PORTO GARIBALDI 

Nuovo no al risarcimento per le casette in spiaggia

D.B.
Nuovo no al risarcimento per le casette in spiaggia

Ennesima bocciatura da parte del Tar: il diritto di costruzione è illegittimo La rabbia di un imprenditore: «Noi danneggiati, ricorreremo alla Corte Europea»

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PORTO GARIBALDI. Ne bis in idem. Il principio che vieta ai giudici di pronunciarsi due volte sulla stessa controversia, vale anche in sede amministrativa. Lo ha richiamato il Tar a cui si erano appellati e le società che avrebbero voluto realizzare quattro abitazioni in via dei Mille, sconfinando sull’area demaniale e la battigia. Il permesso rilasciato nel novembre del 2007 era stato presto annullato, sulla scorta delle polemiche esplose sui giornali. Già allora i giudici negarono un risarcimento ai costruttori, tanto più adesso che quelle stesse aziende sono tornati a chiederlo. E non si arrendono ancora. «Non ci arrenderemo, siamo disposti ad arrivare fino alla Corte Europea per ottenere quello che ci spetta». A parlare è Giovanni Simoni, dell’omonima agenzia immobiliare (una delle società coinvolte), che si è visto ancora una volta bocciare la richiesta di risarcimento per la nota vicenda delle casette.

Chiaro, da una parte non vi è stata la condanna penale per aver costruito dove non si poteva, ma dall’altra non è ritenuta legittima la richiesta di risarcimento, per la quale l’ultimo “no” è il terzo arrivato.

il caso

La cronistoria di questa vicenda risale addirittura alla fine del 2007, quando il Comune di Comacchio rilasciò il permesso per la costruzione di tali casette, per poi annullarlo a distanza di alcuni mesi. Notevole il clamore mediatico dopo l’inizio dei lavori, tanto che l’allora sindaco Cristina Cicognani chiese un controllo e per i vincoli del Piano Territoriale presenti su quel luogo già ad aprile del 2008 il permesso di costruzione fu ritirato. Nel frattempo, però, le casette erano state acquisite da altre società, fra cui l’agenzia immobiliare di Porto Garibaldi. Al contempo partiva la lunga vicenda giudiziaria. Con la richiesta di risarcimento, bocciata ancora una volta dal Tar, dopo il primo “no” al ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha motivato “che non spetta il risarcimento del danno, non solo perché il permesso di costruire illegittimo è stato tempestivamente rimosso, ma anche perché è falsa la presupposizione di ritenere compatibile un intervento di nuova costruzione, in parte in area demaniale e sulla battigia, oltre che in fascia di riqualificazione paesaggistica d’alto valore ambientale”. I ricorrenti sono stati condannati anche a pagare 7.000 euro di spese di giudizio al Comune ed altrettanti alla provincia.

IL FUTURO

Intanto, le casette di fianco al Park Emilio sono state vandalizzate e sono l’immagine del degrado, con segnalazioni di persone che vanno a urinare e defecare e spazi utilizzati come magazzino dai venditori abusivi. «Andremo alla Corte Europea di Strasburgo - aggiunge Simoni -, ma la soluzione ideale sarebbe che il Comune su quell’area costruisca un Bagno o un ostello, dando a noi un’area in cambio. Abbiamo già fatto la proposta, ma nessuno ci ha risposto...». —

D.B.

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