Dopo i Diamanti Sgarbi mette nel mirino Palazzo Massari: "Progetto scandaloso"
Il critico contro l’ampliamento: «È una squalificazione». E Italia Nostra nazionale gli dà ragione
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FERRARA. Se l’addizione dei Diamanti era «uno scempio enorme per la qualità del palazzo», le modifiche a palazzo Massari «sono un vero e proprio scandalo, perché costituiscono un’irruzione architettonica ancora più grave».
«Una squalificazione»
C’è un altro patrimonio monumentale cittadino da salvare «dagli aspiranti archistar», annuncia il critico d’arte Vittorio Sgarbi lanciando la “missione Palazzo Massari”. Nel mirino del parlamentare ferrarese c’è il progetto presentato già a fine 2007 dallo studio Abdr vincitore della selezione e che prevede un ampliamento del complesso da 8.000 a 10.000 metri quadrati con la realizzazione di un nuovo un nuovo corpo di snodo, in posizione centrale rispetto alle due fabbriche che compongono il palazzo, quella cinquecentesca del Massari e quella settecentesca della Cavalieri di Malta, e di una vetrata sul lato di via Borso. «Non una riqualificazione, ma una squalificazione - tuona Sgarbi - Tanto più che i nuovi spazi non serviranno a collocare opere d’arte, ma a ricavare bookshop, caffetteria e toilette, come se tutto fosse finalizzato a mangiare e far pipì».
Alla conferenza stampa convocata oggi (7 febbraio) all’hotel Ferrara, accanto a Sgarbi avrebbero dovuto esserci il sottosegretario ai Beni Culturali Lucia Bergonzoni, e gli architetti Andrea Malacarne e Pierluigi Cervellati, già firmatari della petizione di Sgarbi contro l’ampliamento dei Diamanti. Invece, «questo tavolo a quattro è diventato un tavolo a uno», ha proseguito il critico commentato la sfilza di defezioni. Trattenuta a Roma il sottosegretario, definite «pilatesche» invece le assenze di Malacarne e Cervellati.
Le defezioni
Il primo «perché non se la sentiva di turbare ancora l’amministrazione e la città dopo il caso Diamanti», il secondo frenato «dall’annunciata presenza del sottosegretario, che a suo parere avrebbe dato alla conferenza una connotazione politica, dimenticando che il ruolo della leghista Bergonzoni qui era istituzionale e governativo», si è sfogato Sgarbi, cellulare alla mano, leggendo gli sms di disimpegno. In compenso le obiezioni al progetto (non ancora approvato dalla Sovrintendenza) hanno incassato il sostegno di Italia Nostra «intervenuta con la presidente nazionale MariaritaSignorini in modo ancora più muscolare, un secondo commissariamento dopo quello dei Diamanti»,
Da rilanciare, invece, c’è l’idea del polo museale Diamanti-Prosperi Sacrati-Bevilacqua, tenendo presente «che è il museo che deve adattarsi al palazzo, e non viceversa. La mia candidatura a sindaco è stata una provocazione solo per far capire che c’è bisogno di qualcuno che conosce la città. Ferrara è malata, e dato che non voglio prendermi malattie, non mi candido».—
Alessandra Mura
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