Pensioni e reddito, così non va: i sindacati manifestano a Roma
Saranno oltre mille i ferraresi che insieme a sindacati Cgil, Cisl e Uil arriveranno a Roma il 9 febbraio non per scioperare, non per far cadere il Governo, bensì per una manifestazione non politica che solleciti un tavolo di confronto. Uno dei punti principali da affrontare è «la spesa assistenziale», partendo però dal presupposto che non si è contro la quota 100 anche se esclude molti precari o chi è soggetto a lavori usuranti, così come per l’aiuto che rappresenta il reddito di cittadinanza – per altro non soggetto a tasse – ma non si concorda con l’assistenzialismo. Lo ha sottolineato ieri concordemente con gli altri rappresentanti sindacali, Massimo Zanirato della Uil, ricordando che erano tutti argomenti sui quali si voleva già discutere senza avere avuto però l’occasione per farlo.
«Ribadisco che il 9 a Roma non si tratterà di uno sciopero, ma della richiesta di un tavolo di discussione di merito, perché non ci piacciono i condoni né la distribuzione delle quote Iva. Se il problema è che l’economia non si sta riprendendo, la causa sta nella mancata partenza dei mercati interni».
Per Cristiano Zagatti della Cgil la Legge di bilancio è lo strumento da cui dipende la costruzione del paese e per questo a ottobre era stato presentato un contributo per la sua compilazione, ma senza esito. «Esiste invece un accordo solo fra due forze politiche che esclude tutte le altre – ha proseguito – per altro in linea con i Governi precedenti. Oggi noi sindacati siamo perfettamente d’accordo su due punti essenziali: sviluppo e uguaglianza; vorremmo investimenti su alcune grandi opere, alcune che interessano il nostro territorio come la terza corsia Ferrara-Bologna, i lavori sulla Ferrara mare attesi in particolare dai lavoratori di Ostellato, la Cispadana; e stiamo combattendo per una realtà molto diversa da quella che ci viene rappresentata».
E infine per Bruna Barberis (Cisl), la grande assente dalla piattaforma è la misura degli investimenti perché si tolgono le risorse già destinate dai Governi precedenti. «Un aspetto condannabile è il taglio sulla formazione dei lavoratori e anche i 4 miliardi alle scuole che hanno visto diminuire del 50% le ore di alternanza scuola lavoro. Il futuro si costruisce anche su queste basi». –
Margherita Goberti
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