A spese del Comune pieni salatissimi: 250 euro alla volta
Adesso è sospeso dal lavoro, come prima fase del procedimento disciplinare: preludio del quasi scontato licenziamento in tronco. Attende agli arresti domiciliari gli sviluppi del suo caso, ma dalle carte trapelano già i primi retroscena sulle sue imprese di dipendente pubblico truffaldino. Negli atti giudiziari compilati da carabinieri e procura, si contano infatti oltre 30 prelievi di benzina: faceva fare il pieno a pagamento, con prezzo ridotto a 1 euro al litro, Englebert Balbo, il dipendente comunale, magazziniere e addetto al parco auto degli uffici di via Marconi, arrestato da procura e carabinieri con l’accusa di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento e furto aggravato.
Secondo i conteggi degli inquirenti, arrivava anche a 250/300 euro di benzina per volta. Oltre le auto di cui faceva il pieno, anche le taniche nel portabagagli. La sua responsabilità è ormai più che scontata, blindate le accuse dalle indagini e dalle foto che lo ritraggono in bermuda e ciabatte prelevare la benzina con le carte di credito carburante del Comune di Ferrara.
La posizione dei suoi clienti-amici è stata, invece, accertata dopo verifiche e selezione da parte degli inquirenti: ne sono rimasti 6 indagati per ricettazione di benzina rubata. Tra loro c’è anche chi ha sostenuto di essere all’oscuro della provenienza illegale: «Mi ha offerto di fare il pieno con schede carburante di un amico che doveva poi detrarre: ci guadagnava lui e anche io», hanno detto alcuni. Di ricettatori ne sono rimasti solo sei, e - per paradosso - rischiano quasi più di Balbo. Che potrebbe chiudere subito la sua posizione con un giudizio abbreviato: un processo allo stato degli atti e chiudere lì questa triste vicenda, che si è consumata nei mesi estivi tra luglio e settembre, quando i funzionari del Comune hanno iniziato a sospettare, controllare, verificare e poi denunciare ai carabinieri.
Per questo motivo il Comune non ha più un ruolo di osservatore, ma ha chiesto di potere accedere agli atti con gli avvocati interni, e a breve quando sarà a conoscenza di tutti gli atti d’accusa, si costituirà nel procedimento che farà da epilogo di questa truffa-maxifurto che, conteggiata, arriva a malapena ai 3.000 euro di danno economico. Un danno limitato, certo, ma è quello d’immagine assai più grave. —
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