Furto in casa Sgarbi Prosciolto l’ex custode
RO. Dopo un lungo tira e molla giudiziario, ieri è arrivata la sentenza per l’ex custode di casa Sgarbi, accusato di aver rubato prima diversi oggetti dall’abitazione, accusa poi ridotta a due medaglie antiche del valore di alcune centinaia di euro, scomparse dalla collezione di famiglia e poi messe in vendita su eBay. L’ex custode ieri pomeriggio è stato assolto, perché secondo il giudice non sussiste il reato di furto in abitazione.
L’uomo era difeso dall’avvocato Enrico Segala: «Il giudice non ha ritenuto opportuno entrare nel merito del mero furto - spiega -, limitandosi a riscontrare che le due ipotesi di reato erano tra loro incompatibili. Non sussistendo l’ipotesi aggravata del furto in abitazione, derubricando l’imputazione in furto semplice, ne è conseguita la dichiarazione di non procedibilità, in quanto all’epoca dei fatti Vittorio Sgarbi non denunciò il furto delle medaglie».
la difesa
«Dagli atti - prosegue il legale dell’ex custode - è sempre emersa l’innocenza dell’imputato, posto che verso l’ex custode furono effettuate intercettazioni telefoniche, intercettazioni ambientali nell’autovettura, servizi di controllo e pedinamento, una perquisizione domiciliare e una nel nuovo posto di lavoro e appunto nell’auto. Tutte queste attività di indagine diedero esito negativo, sia per i primi oggetti ritenuti rubati (quadri, manoscritti e libri) che per le medaglie. Siamo certi: è stato indagato l’uomo sbagliato». —
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