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controllo di vicinato 

Nessuna ronda ma controlli in sedici quartieri e frazioni

Daniele Predieri
Nessuna ronda ma controlli in sedici quartieri e frazioni

Il progetto compie due anni e in prefettura si traccia il bilancio dell’esperienza Mobilitati 55 gruppi per quasi 400 abitanti. Il prefetto: «più sicuri se coinvolti»

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A Fossanova S.Marco si muovono e si coordinano in 95, cittadini, con due chat per whatsapp, una sociale e una sulla sicurezza. E tutti si sono divisi il paese in 7 quartieri, da controllare, monitorare: «Se vediamo una persona nuova, senza essere invasivi, lo incontriamo per conoscerlo, identificarlo: abbiamo avuto una formazione, sappiamo cosa fare e cosa dire», spiega concretamente Nicola Rondelli, che a tempo perso (e titolo gratuito) fa il coordinatore volontario del gruppo di «controllo di vicinato» a Fossanova. Un gruppo, il suo, che con altri 55 da due anni si muovono in frazioni e i quartieri della città.

Avamposto avanzato

Un progetto, come spiegava ieri il prefetto Michele Campanaro, è stato voluto per creare «un avamposto avanzato, una sicurezza partecipata dai cittadini che non hanno funzioni di intervento ma di prevenzione, controllo». Il prefetto fa gli onori di casa in prefettura e riunisce tutti i protagonisti del progetto: Comune, volontari, municipale, Polizia, carabinieri, finanza. E lo fa per tracciare il bilancio di 2 anni di attività del progetto, «antesignano», perchè pensato, voluto e firmato come protocollo a Ferrara, poco prima che il decreto Minniti lo facesse suo e lo ponesse come uno dei punti fondamentali della sicurezza urbana, partecipata. «Un tagliando in corso d’opera del progetto che ci dà l’idea dei traguardi raggiunti e gli scenari futuri», sintetizza il prefetto. Si era partiti da sei aree, 4 frazioni (Ravalle-Porporana, Fossanova, Villanova e Casaglia) e i due quartieri di Foro Boario e Borgo Punta. «Oggi dopo aver fatto il primo tagliando - continua il prefetto - il numero è più che raddoppiato: 16 aree interessate dai controlli di vicinato». E a gestire queste aree, ben 55 gruppi, tutti con un coordinatore, al quale fanno riferimento i cittadini, ben 387 i nuclei abitativi coinvolti, che segnalato tutto: lo fanno dopo aver avuto una formazione ad hoc. E queste segnalazioni vengono filtrate dal coordinatore che valuta se attivare le forze dell’ordine: «Chiaro è che per gli interventi si chiamerà sempre 112 o 113 o polizia municipale» precisano all’unisono i presenti, questore per primo.

Nessun distacco

E proprio il questore Giancarlo Pallini focalizza che «troppo spesso si parla di distacco tra cittadini e istituzioni: questo progetto invece nasce dal basso e raccoglie istanze dei cittadini e permette che un patrimonio di informazioni non vada disperso». Perchè i controlli di vicinato, quelle piccole segnalazioni servono, eccome: «Vi è una maggiore raccolta di notizie e fatti che giungono ai comandi delle frazioni- ha ricordato Andrea Firrincieli, vice comandante Carabinieri Ferrara - E queste sono tutte selezionate». Ma al di là della sicurezza, ribadisce il sindaco Tagliani, il progetto punta a migliorare i rapporti tra cittadini, vicini di casa, «li porta a non essere responsabili solo della propria abitazione ma di quello che accade in strada sotto casa». «Dobbiamo ringraziare tutti questi 400 cittadini» gli fa eco l’assessore Modonesi. In 2 anni oltre una trentina le segnalazioni dai gruppi, riassume la comandante della Municipale, Trentini. «Sappiamo anche di gruppi autonomi: possono contattarci», si appella. O consultare il sito www.controllodivicinato.it. —

Daniele Predieri

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