Ex Carife, restano a casa 15 lavoratori interinali
Prima ancora di affrontare le conseguenze della fusione con Unipol banca, i sindacati ferraresi di Bper dovranno gestire la chiusura delle 11 filiali ex Carife, prevista per il 22 marzo. Il tema è stato affrontato nel confronto in teleconferenza tra le categorie di Cgil, Cisl, Uil, Fabi e Unisin da una parte, e l’ad Alessandro Vandelli dall’altra. «L’azienda in questo passaggio non ha dichiarato esuberi, e ci sono quindi 40 unità ferraresi (su 70 totali nelle 48 filiali del gruppo in chiusura) da ricollocare - fa presente Stefano Cavallini, a nome della segreteria Fisac Cgil - La metà di questi addetti sarà destinato alle filiali “eredi”, quelle cioè che gestiranno i rapporti delle filiali chiuse. L’altra metà è destinata al resto della rete provinciale, anche lontano dal precedente posto di lavoro».
Vandelli ha chiarito che la valutazione costi/ricavi alla base della scelta degli sportelli da chiudere risale al 30 giugno 2018, «ma questo significa che la decisione era già stata presa, prima ancora di valutare l’effetto della fusione - è il ragionamento di Cavallini - perché l’operazione è stata perfezionata il 20 novembre 2017 e in così poco tempo non c’è possibilità d’incidere. Bper sta dimostrando quindi di non credere in questo territorio, nel momento tra l’altro in cui presenta un bilancio con un importantissimo utile, al quale ha contribuito ex Carife».
Se i dipendenti a tempo indeterminato non corrono rischi, questa prima razionalizzazione delle filiali costerà il posto a molti interinali: «Ne saranno riconfermati solo 4 su 19 e questa decisione colpisce in maniera particolare - conclude il sindacalista Fisac - perché si tratta di persone giovani e motivate». —
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