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il restauro del massari 

«Italia Nostra è unita» Malacarne replica alle accuse di Sgarbi

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Andrea Malacarne, presidente della sezione ferrarese di Italia Nostra, replica a Vittorio Sgarbi sul tema del restauro di palazzo Massari.

«Anzitutto - spiega - ho comunicato a Sgarbi con una lunga lettera in data 29 gennaio che non avrei partecipato alla conferenza da lui organizzata e convocata, della quale mi aveva dato notizia non più di due giorni prima. È quindi falso affermare che non mi sono presentato , come invece altri relatori annunciati hanno ritenuto di fare. Nella lettera a Sgarbi cercavo di ribadire (perché di palazzo Massari già avevamo parlato), che pur concordando sulla critica ad alcune parti del progetto, si tratta di un caso, anche dal punto di vista disciplinare, molto diverso da quello di palazzo dei Diamanti e che una conferenza stampa in questa fase, a mio parere, avrebbe rischiato di generare confusione e non risultati. Se dalla mia lettera e dalle mie argomentazioni l’onorevole Sgarbi ha tratto la conclusione che io ho bisogno dello psicologo, non posso farci niente. Lascio all’intelligenza e alla fantasia del lettore la possibile frase successiva».

«Apprendo - aggiunge - del presunto “commissariamento” della sezione di Italia nostra di Ferrara. In realtà già nel 2015 Italia Nostra espresse un dettagliato e ragionato parere sulla proposta di restauro di Palazzo Massari in seguito alla presentazione del progetto alle associazioni culturali della città da parte dell’Amministrazione Comunale. I contenuti di quel parere sono stati giustamente richiamati da Mariarita Signorini, presidente nazionale dell’Associazione, nel messaggio scritto in occasione della conferenza, soprattutto per la parte riguardante il nuovo corpo sul giardino e la chiusura delle parti terrazzate su via Borso. La sintonia della sezione di Ferrara con la Presidente Nazionale di Italia Nostra sia sul restauro di palazzo Massari che sulla vicenda di palazzo dei Diamanti mi pare dimostrino che il “commissariamento” è frutto di pura fantasia».

«Ferrara - conclude - attende da decenni il restauro reso possibile, purtroppo, solo dall’evento drammatico del terremoto. Auspichiamo che i lavori di restauro proseguano e che l’edificio venga restituito prima possibile all’uso pubblico e alle funzioni museali. Ribadirà, nei modi e nei tempi che le sono propri e che riterrà più opportuni, la propria contrarietà ad alcuni aspetti del progetto». —

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