La sindaca e la nuova vita del Comune «Soldi risparmiati con la riorganizzazione»
Jolanda, Trombin traccia un bilancio dell’ente dopo un anno senza Unione: abbiamo risolto molti dei problemi emersi
l’intervista
Davide Bonesi
«Partiamo da una premessa: Jolanda non è mai stata senza assistente sociale, solamente quattro giorni di ferie ad agosto e a Natale, per il resto sempre presenti». Sono le prime parole di Elisa Trombin, sindaco di Jolanda, che ha accettato di parlare alla Nuova Ferrara al termine di un anno di amministrazione fuori dall’Unione Terre e Fiumi e in vista di mesi importanti per la propria comunità con il voto alle porte e dopo la riorganizzazione di tutti gli uffici comunali.
Partiamo dal 2018: che anno è stato per Jolanda?
«Difficile, perché c’erano dei servizi da ricostruire. E devo per forza partire - dice la prima cittadina jolandina - dalla fotografia del territorio lasciata dall’Unione. In pratica abbiamo rimesso in piedi i servizi che erano in Unione: Suap e Suei, servizi sociali, Polizia municipale, informatica, piani strutturali (Psc, Poc, Rue e tutta la parte programmatica dell’ente) e case popolari».
Iniziamo proprio dai servizi sociali, quelli che hanno ricevuto più critiche.
«Siamo usciti dall’Unione e il quadro sociale nel nostro territorio pareva catastrofico con oltre 100 casi. In pratica nel 2018 ne abbiamo gestiti una quarantina. Per ora abbiamo mantenuto l’incarico con Cidas, ma ci siamo anche guardati in giro, chiedendo all’Assp del Delta la disponibilità a gestire i nostri servizi e il dialogo è aperto. Nel 2019 siamo ripartiti con una nuova assistente al lavoro 12 ore a settimana, sono sufficienti. Sia chiaro, non sono contraria ai servizi sociali, bensì alle modalità di gestione adottate dall’Unione».
Passiamo alla Polizia municipale: Jolanda è ancora senza vigile e la convenzione con Bondeno non è ancora stata realizzata...
«Purtroppo in agosto siamo rimasti senza vigile, perché ha accettato un incarico altrove. Siamo in fase di definizione di uno schema di protocollo con Bondeno, il quale è ancora da definire (la convenzione per ora è stata approvata soltanto dal consiglio di Jolanda, ndr)».
Passiamo a piani strutturali e informatica.
«Nel primo caso abbiamo semplicemente riapplicato quelli che già c’erano, non servivano applicazioni né modifiche. A livello informatico, abbiamo la banda larga con Lepida in tutto il territorio comunale, poi fra marzo e aprile arriva quella ultra larga, saremo il quarto Comune in tutta la regione».
Capitolo attività produttive: in cosa consiste la riorganizzazione?
«Con il nuovo anno abbiamo due nuovi tecnici in supporto dal Comune di Codigoro. Di fatto hanno un contratto extralavoro, rispettivamente di 10 e 6 ore per un ufficio tecnico che così è completamente rinnovato. Con la stessa formula abbiamo due persone che dai Comuni di Mesola e Goro si occupano della ragioneria, mentre chi prima era in questo ufficio ora è in quello amministrativo. Inoltre, abbiamo rinforzato l’ufficio anagrafe, aperto tutti i giorni da lunedì a sabato e due pomeriggi con quattro persone dedicate, una delle quali si occupa anche della biblioteca comunale».
Relativamente alla biblioteca, lo scorso mese di dicembre il presidente provinciale di Auser, Sandro Guizzardi, aveva parlato di fine della convenzione...
«Ci siamo già incontrati e l’abbiamo rinnovata, aumentando anzi alcuni servizi. Ad esempio, mi chiedevo perché in altri Comuni effettuavano il verde e da noi no... Ecco, adesso oltre a biblioteca e trasporti, si occuperanno anche della custodia delle strutture sportive...».
Rimane la consistente parte debitoria dell’ente.
«Nel 2019 si riparte pagando i debiti fuori bilancio. Per il resto, il bilancio del nostro ente è sano e con la riorganizzazione del personale sono convinta che sistemeremo tante cose e con un po’ di calma abbiamo risolto i vari problemi che sono emersi, anche quelli che non ci aspettavamo... Abbiamo voglia di fare e io per prima come sempre ci metto sempre la faccia, anche nel fare io stessa le pulizie negli uffici comunali o in biblioteca».
Insomma, rifarebbe la scelta Jolexit?
«Sono sempre più convinta sia stata la scelta giusta, sia in termini di maggiore conoscenza del territorio per fare scelte calibrate che in termini economici. I servizi che prima in Unione ci costavano 440mila euro oggi ce ne costano 100mila. E ricordiamoci - aggiunge - che prima dalle multe non ricevevamo alcun trasferimento di denaro, ora sono del Comune per le strade. Per i miei cittadini è un risparmio notevole...».
E il futuro?
«Dobbiamo lavorare costantemente sul fronte scuola, poi l’arrivo del campus in Bonifiche, partirà il mulino... Nascerà una nuova Jolanda, siamo qui pronti a farlo al meglio. Le elezioni? La lista Insieme per Jolanda sta lavorando per arrivare il voto e avrà senz’altro un proprio candidato da proporre». —
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