Bambina intossicata in casa Il riscaldamento non è a norma
La relazione dei vigili del fuoco: impianto pericoloso, l’abbiamo disattivato Ordinanza del sindaco: va messo in regola, minaccia l’incolumità pubblica
Portomaggiore. Una bambina era finita in ospedale a fine gennaio per intossicazione, dopo aver inalato monossido di carbonio mentre stava dormendo nella sua casa in via Cesare Battisti a Portomaggiore. Sul posto i vigili del fuoco di Portomaggiore che hanno messo in sicurezza l’appartamento e portato avanti tutti rilievi. E non appena il sindaco Nicola Minarelli ha letto la relazione, ha emesso subito ordinanza ordinando il ripristino delle condizioni di sicurezza per l’utilizzo dell’impianto termico installato nella casa in via Battisti.
la casa
Non appena la bambina è arrivata in ospedale, le forze dell’ordine hanno chiamato i vigili del fuoco per un controllo e la messa in sicurezza dell’appartamento. La relazione dei vigili lascia l’amaro in bocca e provoca anche rabbia perché nessuno nel 2019 dovrebbe rischiare la vita per provare a scaldarsi.
L’appartamento dove sta la famiglia è di un privato che lo ha dato in affitto. Si tratta di una sorta di seminterrato nella via della stazione all’interno ci vivono anche dei bambini. La squadra dei vigili che è intervenuta ha trovato uno scalda acqua a gas metano, a camera aperta (in una caldaia a camera aperta l’aria viene prelevata dall’ambiente circostante mediante tiraggio naturale) posizionato in bagno oltre che una stufa anche questa a camera aperta e sempre a gas metano sistemata all’ingresso con anche la tubazione di collegamento scaduta. A quanto pare la famiglia si stava scaldando con una stufa non a norma, e da qui l’intossicazione da monossido. L a prima a stare male a far scattare l’allarme è stata la piccola.
la messa in sicurezza
I vigili del fuoco ha provveduto a disattivare subito lo scalda acqua perché ritenuto pericoloso per l’assenza di aperture di ventilazione (non ci sono finestre) e intanto hanno prescritto verbalmente la sostituzione urgente della tubazione di collegamento alla rete relativo alla stufa installata nei pressi dell’entrata.
Dopo alcuni accertamenti si è risaliti al proprietario dell’immobile, che risulta residente nella casa in questione (ma non ci abita) e naturalmente responsabile della manutenzione dell’impianto.
l’ordinanza
Vista la situazione all’interno della casa il sindaco Minarelli ha emesso un provvedimento urgente al fine di “prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza e la sicurezza urbana”. Il primo cittadino ordina quindi al proprietario della casa l’immediato stop dell’impianto e l’invio all’apposito sportello di dichiarazione di conformità attestante l’eventuale messa a norma entro e non oltre venti giorni. La famiglia non ha alternative ed è rimasta all’interno della casa, la speranza è che tutto venga rimesso a posto nel più breve tempo possibile. —
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