Nessuna richiesta di favori sessuali: procedimento archiviato
Per pm e giudice sono infondate le accuse di stalking e abusi rivolte all’operatore di Camelot. Il legale: restano però le offese e le strumentalizzazioni del caso
COPPARO. Era stato accusato di stalking ed abuso d’ufficio da una donna, di aver preteso favori sessuali in cambio di aiuto nelle pratiche del sportello stranieri del Comune di Ferrara dove svolgeva servizio, come dipendente della cooperativa Camelot. Accuse del tutto infondate dalle indagini della pm Ombretta Volta che ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dal gip Carlo Negri, per la posizione di un 46enne, di origine palestinese, residente a Copparo. A darne notizia è il suo legale, Fabio Anselmo che ricordava ieri come nel giugno dello scorso anno, quando il caso scoppiò sulle cronache ferraresi, «un uomo disperato» si rivolse a lui per la difesa nel procedimento penale aperto.
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Il caso. Un caso che occupò le pagine dei giornali- rammenta ancora il legale - «con tanto di prese di posizioni politiche, dichiarazioni ed addirittura interpellanze comunali». E ancora, commenta l’avvocato «l’ interesse “pubblico” era innescato e tristemente alimentato dal fatto di essere straniero (di consolidata cittadinanza Italiana) e di essere impiegato presso una cooperativa che si occupa di accoglienza di immigrati».
Dopo le indagini della Procura, tuttavia, le accuse che gli venivano mosse sono state ritenute dai magistrati «assolutamente infondate», perché sottolinea il legale «provenienti da una donna con cui il mio assistito intratteneva una relazione estremamente conflittuale» e quindi il fatto va «inquadrato nell’ambito di rapporti privati interpersonali». Ma non solo il procedimento penale è stato archiviato dai magistrati: a ruota, anche il procedimento disciplinare che era stato aperto dai suoi datori di lavoro, è stato cancellato per «evidente infondatezza delle accuse».
Facili pregiudizi. Un caso che dunque dopo gli accertamenti degli inquirenti ha fatto emergere che i fatti non erano come quelli narrati e denunciati, ma che rientravano in una sfera del tutto privata e senza avere sullo sfondo reati gravi come quelli di cui era accusato: l’aver preteso favori sessuali in cambio di aiuti, abusando del ruolo nell’ufficio in cui lavorava. Ma «restano le offese - riflette il legale - con strumentalizzazioni politiche, del tutto gratuite e frutto di pregiudizio purtroppo di facile presa sull’opinione pubblica». E «comunque - chiude - ora siano tutti più sereni: indignazioni ed interpellanze politiche hanno avuto tranquillizzante risposta». —
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