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Lega, Fabbri s’impone al “ribelle” Barbieri

S.C.
Lega, Fabbri s’impone al “ribelle” Barbieri

Il leader provinciale esclude l’alfiere della “linea dura” su eventi e candidature: abbiamo convenuto su questa scelta

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Alan Fabbri esclude Lorenzo Barbieri dal tavolo programmatico del centro destra e prende in prima persona le redini anche della scrittura della piattaforma da concordare con gli alleati. Il leader leghista, a questo punto sempre più calato nei panni di candidato sindaco in pectore, ieri ha risolto così lo scontro a distanza, sviluppatosi sulle pagine dei giornali, con l’emergente della Lega, che mantiene il suo incarico romano a fianco del presidente della Commissione bilancio della Camera, il potente Claudio Borghi, ma perde quello di coordinatore del programma del centro destra ferrarese.

«Barbieri ha fatto una scelta personale, diciamo che c’è stata una convergenza su questa decisione - ha detto Fabbri, al termine del tavolo programmatico - Di fatto non ci sarà più un coordinatore “politico” del tavolo, forse questa figura è stata male interpretata perché quello di cui si ha bisogno è un tecnico in grado di mettere per iscritto quanto deciso dal tavolo. Quindi da ora in poi si va avanti senza personalismi e in grande sintonia tra le idee della Lega e quelle degli altri partiti».

armonia ritrovata

Questa armonia era stata evidentemente minacciata dalle due uscite di Barbieri, entrambe sulla Nuova, con la quale il giovane leghista si era pronunciato contro l’apertura nelle liste a esponenti legati a gruppi di potere cittadino, e di riflesso al Pd, e aveva espresso forti dubbi sull’opportunità di non mettere mano a manifestazioni come Internazionale e Buskers. Di fatto, Barbieri aveva sfidato apertamente Fabbri che anche di recente aveva espresso posizioni molto più prudenti. «Ho ripetuto diverse volte che vogliamo mantenere ciò che di buono ha fatto il Pd e cambiare il resto. E poi il nostro programma tocca tutti i temi cruciali per questa città: lavoro e sicurezza in primo piano, oltre a turismo, cultura ed eventi». Barbieri è comunque rimasto a Roma, a lavorare sulle scadenze di quota 100.

Come si procede

Tra gli alleati c’è chi, Fratelli d’Italia ad esempio, ha accolto con sollievo questa svolta. «Si è anche concordato che interventi pubblici non entrino troppo nel merito del programma comune, fino al termine del lavoro» aggiunge Mauro Malaguti, coordinatore FdI. Salvo ulteriori scossoni, quindi, il tavolo andrà avanti con i presenti di ieri: Lega, FI, FdI, Rinascimento di Sgarbi e le varie civiche. —

S.C.

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