Senza garanzia di trovare un’ambulanza
Forse un’altra associazione avrebbe potuto raccogliere la richiesta e mandare un mezzo, anche se la tabella con gli orari non indica ulteriori enti disponibili dopo la mezzanotte. O forse in casi straordinari come quello c’è la possibilità di dirottare un’ambulanza della rete dei trasporti sanitari. Forse, o forse no, dato che chi ha l’appalto su Ferrara sembra non conoscere quell’accordo, mentre potrebbe essere meno complicato avere una risposta utile negli ospedali di Cento o di Lagosanto (vedi articolo a sinistra). Forse: sono eventualità emerse solo quando il caso è esploso sul giornale. Eventualità di cui la donna non poteva sapere e che probabilmente non conoscono neppure in pronto soccorso, visto che nessuno ha saputo offrire o suggerire un’alternativa migliore di una notte trascorsa in attesa su una barella.
Il servizio è evidentemente di natura sociale/assistenziale. A stretto rigore di termini non sarebbe di competenza ospedaliera, ma di quell’ambito che chiama in causa l’Ausl e i Comuni del territorio. Pure l’azienda universitaria si dice intenzionata a regolarlo finalmente a vantaggio dell’utenza, provando con un nuovo bando. Ce n’è bisogno. —
Luca Traini
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