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Ferrara

Condannati i vertici Lenzi e Forin Nove assoluzioni e niente bancarotta

di Daniele Predieri
Condannati i vertici Lenzi e Forin Nove assoluzioni e niente bancarotta

All’ex presidente 2 anni e 6 mesi, all’ex direttore 2 anni e 3 mesi per falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio

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Fu un «gioco d’azzardo» l’aumento di capitale, come aveva sostenuto la procura. Ma a giocare sporco nel 2011, raccogliendo 150 milioni di euro tra i risparmiatori ferraresi, furono solo Sergio Lenzi, ex presidente e Daniele Forin, direttore generale dell’epoca. Così hanno deciso i giudice del tribunale (Giacomelli, Migliorelli, Martinelli) condannando i due ex vertici di Carife alla pena di 2 anni e 6 mesi e 2 anni e 3 mesi, per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio.

in camera di consiglio

Lo hanno deciso ieri pomeriggio dopo poco meno di 7 ore di camera di consiglio, a conclusione di un processo velocissimo, da giugno ad oggi, e una indagine partita 4 anni fa. Una sentenza che di fatto cancella mezza inchiesta sul Crac Carife legato all’aumento di capitale del 2011 perchè oltre le due condanne c’è stata una valanga di assoluzioni, per gli altri nove imputati. E anche le condanne di Lenzi e Forin , a poco più di due anni di pena, fotografano la evidente riduzione dalle richieste della procura dai 7 anni e mezzo. È caduta in modo fragoroso l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale, perché il fatto non sussiste: una assoluzione che più piena non si può. Dunque non vi fu fittizietà del patrimonio, non vi furono scambi di azioni illegali tra Carife e le banche amiche, CariCesena e Valsabbina Brescia, per arrivare alla quota dell’aumento di capitale imposta da Banca Italia di 150 milioni di euro. Per questo motivo sono stati assolti tutti gli imputati cui era contestato il concorso in bancarotta patrimoniale, e così anche per gli altri reati rimasti di falso in prospetto, aggiotaggi e ostacolo alla vigilanza. Sono stati assolti con varie formule (non costituisce reato o non sussiste) Michele Sette, funzionario tecnico Carife; Michele Masini, responsabile società revisione Deloitte&Touche e Davide Filippini (indicato come il deus ex machina dalla procura).

Assolte banche amiche

Assolti anche i massimi dirigenti delle banche coinvolte Germano Lucchi, Maurizio Teodorani e Adriano Gentili (per CariCesena) e per Spartaco Gafforini (Valsabbina). Assolti infine anche Paolo Govoni (attuale presidente Camera di Commercio, qui coinvolto come dirigente di Carife Sei) e Teodorico Nanni (legale rappresentante di Banca Romagna), gli unici tra l’altro per cui la stessa procura non aveva ravvisato responsabilità. Valanga di assoluzioni, dicevamo, che ha portato a ridimensionre notevolmente le richieste dell’accusa, che aveva proposto al tribunanel pene per oltre mezzo secondo di condanne, incassando invece appena 5 anni complessivi (quelle di Lenzi e Forin). La somma aritmetica fortemente ridimensionata fotografa la decisione dei giudici sulle ipotesi d’accusa della procura, non accolte. Procura che per voce del suo capo, Andrea Garau, commementa senza giri di parole «c’è molta delusione tra noi».

La sentenza è arrivata a 4 anni di distanza dall’apertura dell’inchiesta di procura e guardia di finanza, all’indomani del commissariamento di Carife. Dopo indagini e udienze fiume e un processo in corsa, iniziato nel giugno scorso e concluso ieri con il verdetto, per evitare le prescrizioni dei reati minori.

Particolare importante e curioso, la lettura della sentenza nel pomeriggio di oggi è durata quasi un’ora e mezza, perchè sono state elencate tutte le parti civili, nomi e cognomi di quasi un migliaio di risparmiatori, gli azionisti che comprarono azioni Carife: per tutti loro, però, tuttavia, il tribunale non ha stabilito nessuna provvisionale, demandando questo in sede civile.

Non ho mai parlato

In aula alla lettura della sentenza c’erano solo tre degli imputati. Sergio Lenzi che scortato dai suoi legali non ha voluto commentare: «Non ho mai parlato, non lo farò ora». Michele Sette e Davide Filippini, funzionari tuttoggi all’interno di Bper, che acquisì Carife, assolti con formula piena, preferiscono il silenzio: «Lasciamo decantare questa sentenza». —



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