Daini sotto accusa: rovinano la vegetazione «La colpa è di chi li ha portati nel Delta»
Anche Legambiente chiede che vengano presi provvedimenti: sono troppi, bisogna contenere il numero
il caso
I daini devono andare via dal Delta, almeno in parte perché sono troppi. Su questo punto pare siano tutti d’accordo. Legambiente compresa. E soprattutto dall’associazione ambientalista il dito non viene puntato sugli animali che non hanno colpa alcuna, ma su coloro che in passato, senza pensare alle conseguenze, li hanno portati nel Parco del Delta dove non hanno predatori e non possono essere cacciati. Adesso sono troppi e rappresentano un pericolo concreto per diverse ragioni.
i danni
Finché le popolazioni di daini erano poche e presenti solo in alcune zone anche i danni erano per lo più contenuti e non solo nessuno ci ha mai fatto caso, ma per molti versi il fatto che i turisti in giro per la pineta di Volano piuttosto che in determinate zone del Parco potesse incontrali certo non faceva male a quel turismo lento e naturalistico su cui il territorio ha sempre puntato. «Adesso però siamo arrivati all’eccesso - spiega Umberto Carli di Legambiente Comacchio - La comparsa dei daini in passato e forse con giusta ragione era stata considerata come motivo di arricchimento e valorizzazione del patrimonio ambientale. Il punto, come troppo spesso accade, è che in assenza di adeguate politiche di gestione faunistica si sono presentati problemi sempre più rilevanti causa soprattutto nel numero altissimo di esemplari».
Fra tali problemi ha assunto un’importanza sempre maggiore quello dei danni provocati agli alberi «con lo scortecciamento e non va dimenticato che questi animali mangiano anche tutti i germogli».
il pericolo
I pericolo non è solo per la natura ma anche per l’uomo. Specifichiamo subito che i daini non attaccano, sono innocui, non portano alcun tipo di malattie e in generale non fanno danni nei terreni. Al limite mangiano qualche pianta in giardino. Quale allora il pericolo? Il problema è che si muovono in branco e possono rappresentare un pericolo concreto per gli automobilisti ma anche ormai per i ciclisti che si muovono nel Delta come anche per i semplici cittadini che passeggiano per il paese perché si spaventano facilmente e iniziano a correre all’impazzata.
cosa fare
«Non stiamo qui a discutere se abbatterli o meno perché la questione non si pone nemmeno - sottolinea Carli - anche perché la colpa e dell’uomo e adesso la dobbiamo risolvere. Il problema però c’è ed è inutile negalo e la tutela della vita delle persone è fondamentale. Come Legambiente siamo disponibili al confronto e a trovare delle soluzioni. I daini possono essere portati altrove così da ridurre drasticamente il numero e gli latri sterilizzati. Certamente il Delta non è il loro ambiente naturale». —
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