La Nuova Ferrara

Ferrara

In strada come sulle montagne russe «Abbattete i pini o non votiamo più»

Lorenzo Gatti
In strada come sulle montagne russe «Abbattete i pini o non votiamo più»

Ad Alberazzo di Mesola protesta per le condizioni di via Belmonte: danni ai veicoli, feriti e in passato anche due morti 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia

Sono esasperati e non ci stanno a fare “le montagne russe” ogni volta che percorrono via Belmonte. Sono arrabbiati i residenti della località Alberazzo, nel comune di Mesola, che si sentono dimenticati dal Comune. Beniamino Barbieri, che collabora nel bar di famiglia, l’unico della borgata, Daniele Biolcati, Fabrizio Fabbri e Lorenzo Scarpa, che gestisce una macelleria, sono i portavoce di un centinaio di residenti, “sospesi” tra gli abitati di Bosco e di Mesola.

BELLA E IMPOSSIBILE

Circa tre chilometri e mezzo di “ottovolante”, tra Bosco, Alberazzo e Torre Abate. Paesaggisticamente è splendida via Belmonte, attorniata sui due lati da pini domestici, ma per l’asfalto sollevato dalle radici delle piante, è diventata praticamente un saliscendi.

«Siamo stanchi di questa situazione – dice Barbieri –, che taglino i pini o effettuino interventi, perché vogliamo circolare decorosamente. Bisogna viaggiare, pericolosamente, al centro di una strada già stretta; due auto contemporaneamente faticano, poi se una macchina incrocia un camion o un trattore, uno dei due mezzi si deve fermare».

«Ci sono attività commerciali su questa strada – aggiunge Biolcati – che sono penalizzate; pensiamo poi ai numerosi lavoratori di Casa Mesola che vi transitano quattro volte al giorno, e ai residenti. Non è così che si tiene una strada: tutti si lamentano. Se vogliono mantenere i pini, facciano una strada parallela».

RAMI E RADICI

«A volte i rami cadono in mezzo alla carreggiata o penzolano e la circolazione è pericolosamente limitata o addirittura interdetta – dichiara Fabbri –, io stesso alcuni anni fa chiamai una domenica i pompieri per liberare la via». E la notte è ancora peggio: «Già i bordi della strada sono poco visibili per l’erba, le foglie e il terriccio data la scarsa manutenzione e non c’è banchina – aggiunge Scarpa –. Figuriamoci con minore visibilità: è impercorribile. Alcune volte intervengono i privati di loro iniziativa per pulirla. E pensiamo agli anziani che la percorrono». L a memoria corre ad alcuni incidenti: «Nel 1997 un ragazzo morì con la moto – ricorda Barbieri – poi alcuni anni dopo un automobilista e nell’agosto 2015 un ciclista cadde e fu trasportato all’ospedale». Impressionante quanto accaduto la scorsa estate: un agricoltore restò ferito dalle schegge del vetro della cabina del trattore, mandato in frantumi dalle fronde degli alberi e dai sobbalzi del mezzo. Per continuare con i danni ai teloni dei camion. C’è chi, ha dovuto far aggiustare l’auto per le sollecitazioni provocate dal manto stradale.

Tutti sono favorevoli all’abbattimento delle piante. «Rifare l’asfalto e ritrovarsi ancora così fra pochi anni – afferma Barbieri – sarebbero soldi sprecati». E minacciano “la secessione dell’Alberazzo”: «Se la situazione resterà questa – afferma Biolcati – non parteciperemo alle amministrative di primavera. Clienti e turisti si lamentano. È così che si promuove il territorio? Ci sono anche attività economiche che ne risentono. Chiediamo la decenza, non l’eccellenza». Poi il rischio di essere “tagliati fuori”. Lo spiega Fabbri: «I tir che lavorano con Casa Mesola ed alcuni clienti già utilizzano altre strade. Inoltre stanno sorgendo danni alle tubature dell’acqua». E nemmeno la petizione di alcuni anni fa è servita.

IL SINDACO

Via Belmonte fu asfaltata alla fine degli anni Sessanta e i pini piantati circa dieci anni dopo. Nell’estate 2013, il Comune effettuò un importante intervento che, sommato a quello di via Biverare, costò circa 100mila euro. Ma, a meno di sei anni da quell’operazione, la situazione è tornata addirittura «peggiore», dicono i residenti.

«Indubbiamente il problema di manutenzione c’è – concorda il sindaco Gianni Padovani – anche se abbiamo effettuato potature periodiche, ma prima dell’approvazione del bilancio (entro il 31 marzo, ndr) non possiamo intervenire, dato che sarebbe necessario un’operazione economicamente cospicua, semmai solo progettare una soluzione. Il limite è di 50 all’ora, come in altre strade, ed esistono vie alternative. È un viale monumentale e credo che la Soprintendenza sia contraria all’abbattimento degli alberi. Personalmente io sono favorevole alla conservazione delle piante e cercherei una soluzione alternativa in accordo coi tecnici».

Lorenzo Gatti

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google