Tetto sfondato e crepe «Palazzo da sistemare»
portomaggiore. Un’ordinanza urgente di messa in sicurezza poiché, come si legge nel documento, «avverse condizioni meteorologiche potrebbero portare ad una rapida evoluzione del dissesto generale del fabbricato, creando situazioni di pericolo per la privata incolumità, sotto l’aspetto statico con concreta possibilità di caduta calcinacci e parti del tetto a causa di infiltrazioni».
Stiamo parlando di un palazzo in pieno centro a Portomaggiore, all’angolo tra via Ugo Bassi e in corso Vittorio Emanuele II. Una proprietà privata, anzi un fabbricato diviso tra quattro diversi proprietari. Da mettere d’accordo e, come sa chiunque abbia avuto a che fare con un’assemblea di condominio, la cosa non è sempre facile.
Fatto che pochi giorni fa è stata ufficializzata un’ordinanza dell’Unione dei Comuni Valli e Delizie (di cui Portomaggiore è parte) che ordina ai proprietari dell’immobile di incaricare nell’immediato «un tecnico abilitato a verificare lo stato di pericolo del fabbricato e, sotto la direzione dello stesso, ad eseguire tutti gli interventi e le opere provvisionali necessarie all’eliminazione del riscontrato pericolo».
Era infatti la scorsa estate quando due sopralluoghi avevano evidenziato, si legge ancora nell’ordinanza, «oltre ad uno stato di vetustà generale del fabbricato, che una parte del tetto è crollata, nello spigolo destro del cornicione sulla facciata verso la corte interna sono ben visibili delle crepe, nella facciata sul Corso vi sono le imposte deteriorate con pericolo di caduta di materiale sulla pubblica via».
Ai proprietari e al professionista è stato dato, inoltre, un mese di tempo per approntare una perizia tecnica che faccia luce su altre eventuali criticità. Mentre l’inizio dei lavori per la rimozione dei rifiuti andrà comunicato all’Unione Valli e Delizie. —
Fabio Terminali
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