Amore nell’antica Spina Ne parla l’archeologo
comacchio. Un amore che spezza il confine tra la vita e la morte, per diventare eterno. È il messaggio che esce da una delle migliaia di sepolture portate alla luce nel secolo scorso, durante le bonifiche in valle. L’eccezionale ritrovamento degli scheletri di un uomo e di una donna vissuti nella città etrusca di Spina, uniti nella morte, è il tema della conversazione archeologica che sarà sviluppato domani, dalle 15 a Palazzo Bellini (via Agatopisto) dall’archeologo Donato Labate, funzionario della Soprintendenza archeologia dell’Emilia Romagna e da Caterina Cornelio, direttrice del Museo Delta Antico.
Labate guiderà il pubblico alla scoperta della “Tomba degli amanti di Spina”, soffermandosi sugli usi, costumi e credenze che nell’antichità ruotavano attorno all’eros. Al termine della presentazione, seguirà una passeggiata al museo Delta Antico con visita alla tomba degli amanti di Spina, curata da Caterina Cornelio.
L’iniziativa, promossa e patrocinata dall’assessorato alle istituzioni culturali del Comune lagunare, è stata voluta in occasione della festa di San Valentino, per consentire agli innamorati di vivere la giornata in una cornice romantica, tra i ponti ed i canali della piccola Venezia, volgendo un occhio di riguardo all’offerta culturale del territorio.
L’archeologo Donato Labate ha guidato numerosi studi e scavi in Emilia Romagna e in Puglia, ha lavorato presso il museo civico archeologico etnologico di Modena e dal 2005 è in servizio presso la soprintendenza bolognese. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, si è occupato anche della produzione della ceramica nel mondo antico e di edilizia storica. —
Katia Romagnoli
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