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Giovane colpito in testa con un mattarello Arrestato il patrigno

D.B.
Giovane colpito in testa con un mattarello Arrestato il patrigno

Un 22enne è intervenuto in una lite per difendere la madre  L’aggressore già processato e condannato a otto mesi

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COMACCHIO. Una coppia in crisi e che vede coinvolto in queste vicissitudini anche il figlio di lei, ormai maggiorenne. Una situazione che aveva già visto alcuni momenti di tensione, ma non si era mai arrivati ai livelli di lunedì sera, quando il marito in un momento di rabbia ha colpito il figlio 22enne della moglie - nato da una precedente relazione - con un mattarello di legno alla testa ed al volto, procurandogli ferite che per la guarigione richiederanno 25 giorni. La moglie ha immediatamente chiamato i carabinieri della compagnia di Comacchio, i quali hanno arrestato il marito, G.D., un 45enne del luogo senza alcun precedente.

la tensione

I militari stanno indagando per capire quali siano state le ragioni della lite, ma sembrerebbe iniziata per futili motivi anche se - come confermato dalla moglie -, la coppia sarebbe da tempo in crisi ed il rapporto tra uomo e giovane sarebbe conflittuale ormai da tempo. Il figlio di lei, 22enne che vive con altri parenti ad alcune centinaia di metri di distanza, l’altra sera è intervenuto durante la discussione. A detta dell’uomo avrebbe usato modi molto aggressivi, scaraventandogli anche addosso una sedia, provocando la reazione del 45enne, il quale preso in mano un mattarello lo ha utilizzato contro il giovane, colpendolo alla testa e al viso.

l’arresto

Una volta giunti sul posto, i carabinieri della compagnia di Comacchio hanno tranquillizzato gli animi e poi arrestato il 45enne, mentre il ragazzo è stato portato al pronto soccorso per le cure mediche, con una prognosi di 25 giorni (dunque scatta automaticamente la denuncia nei confronti dell’aggressore).

Per il 45enne già ieri si è tenuto il processo con rito direttissimo: l’uomo è stato condannato ad otto mesi, considerata la gravità dell’accaduto. Non è però prevista carcerazione e neppure sarà ai domiciliari, in quanto è stato ritenuto ci sia il rischio di reiterazione dell’episodio.

In ogni caso, la coppia pare sia giunta ormai al capolinea, tanto che l’uomo sempre ieri si è già trasferito a vivere a casa di familiari. Proprio un brutto modo per chiudere una storia. —

D.B.

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