Grande dolore per il 49enne morto accanto alla bici
Ieri i funerali di Valter Orlandoni, la sua salma fu trovata in aperta campagna Il parroco rivolto ai familiari: «Ora vive al cospetto del Signore, tra le sue braccia»
BONDENO. «Anche se le lacrime bagnano i nostri occhi, ricordiamoci del dono più grande del Signore, che è quello di poter continuare a vivere al proprio cospetto».
Con queste parole pronunciate con estrema commozione dal parroco di Bondeno, don Andrea Pesci, si è conclusa la solenne omelia, che ha dato l’ultimo saluto a Valter Orlandoni. Si tratta dell’uomo di 49 anni ritrovato senza vita nelle campagne matildee, lungo via Cavo Napoleonico, poco distante dalla cava di Settepolesini, appena una settimana fa.
evento drammatico
Ieri pomeriggio, gli amici di una vita, parenti e conoscenti, hanno voluto testimoniare la loro vicinanza. Molti anche gli amici del fratello Maurizio, conosciuto e stimato restauratore di Bondeno, che opera in un laboratorio in via Carlo Ragazzi, poco distante da dove abitava Valter. Il quale lascia anche la madre, Liliana. «La morte è un evento triste e drammatico – ha cercato di consolare i familiari, don Andrea, a margine della cerimonia funebre –. Un evento che sa mettere in discussione le certezze della vita stessa, che sembra così fragile ed appesa ad un filo. Ma la morte non è la fine di tutto: per noi cristiani, per i credenti, è l’inizio di una vita di serenità, di pace e senza dolore».
I brani scelti per la liturgia di ieri pomeriggio sono stati il Libro del profeta Giobbe (una lettura ricorrente durante le cerimonie funebri), ed il Vangelo di Luca. Il primo, come testimonianza dell’uomo che anela la possibilità di contemplare Dio e parlargli. Il Vangelo di Luca, invece, «ci parla della morte e della Risurrezione – dice il sacerdote – nel momento in cui gli angeli, rivolgendosi alle donne recatesi al sepolcro, chiedono loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Valter – ha concluso – vive ora al cospetto del Signore, tra le sue braccia. Il fatto di poter vivere per l’eternità al suo cospetto è il dono più grande che ci viene dato, ed è l’augurio che facciamo a Valter ed anche ai suoi cari». Il sacerdote è tra i primi che, sceso dall’altare, si reca dai familiari di Valter Orlandoni, per porgere le sue personali condoglianze e anche per consolare chi ora soffre per la sua scomparsa. Seguito, in maniera silenziosa e discreta, dalle persone che ieri hanno voluto portare il loro ultimo saluto. Pregando per Valter e ripercorrendo per immagini i vari momenti della sua vita.
le offerte
Il rituale si è concluso nel cimitero del capoluogo, dove il feretro è stato tumulato, fra le persone più vicine alla famiglia. La quale, come estremo gesto di solidarietà, ha disposto che eventuali offerte siano orientate verso il Centro Tumori, per aiutare chi soffre e lotta quotidianamente contro la malattia. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
