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modifiche al codice stradale 

Sensi unici eccetto biciclette Esteso il “modello Ferrara”

Alessandra Mura
Sensi unici eccetto biciclette Esteso il “modello Ferrara”

I pareri dei ciclisti: «Va bene come segno di modernità, ma rispettare le regole» E c’è chi ammette candidamente: «Non cambia nulla, io giro dove mi pare» 

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Sotto il segnale di divieto di accesso - l’inconfondibile cerchio rosso tagliato da una striscia bianca - spunta un cartello rettangolare, più piccolo, con la scritta “eccetto” accompagnato dal disegno di una bicicletta.

A Ferrara abbinamenti di questo tipo, che di fatto consentono ai ciclisti di percorrere in entrambe le direzioni strade a senso unico, si trovano - per fare alcuni esempi - in via Ripagrande, all’altezza dell’incrocio con via Santo Stefano, oppure in via Carlo Mayr, o ancora in via Porta San Pietro e via XX Settembre.

Contromano? errore

In città le modifiche proposte al codice della strada e in discussione in Commissione Trasporti alla Camera sono in buona parte già una realtà, e la prevista “liberalizzazione” delle impropriamente dette “bici contromano” se dovesse entrare in vigore produrrebbe sulla viabilità a due ruote un impatto limitato. E in ogni caso, non è destinato a tradursi, né qui né altrove, in uno scenario da far west legalizzato per le bici.

Zone 30

La novità è limitata infatti alle “zone 30”, ovvero quelle aree urbane con limite di velocità di trenta all’ora. Spetta poi al sindaco, con specifica ordinanza, stabilire dove consentire, sulla base delle condizioni del traffico, il “senso unico eccetto bici”. Cosa ovviamente ben diversa dall’andare contromano, che significa invece procedere dalla parte della strada opposta alla corsia normale, dunque a sinistra.

Novità anticipate

«Molte delle modifiche proposte al codice della strada erano già state introdotte o sperimentate dall’amministrazione - spiega l’assessore alla Mobilità Aldo Modonesi - Il senso unico eccetto bici è in vigore in tutta la Ztl ed è stato esteso anche a un tratti di via Ripagrande, ma abbiamo già sperimentato in viale Cavour la striscia di arresto avanzata ai semafori, con uno spazio dedicato ai ciclisti di fronte alle auto. Stesso discorso per i parcheggi rosa per donne in gravidanza, già presenti nella maggior parte dei parcheggi di Ferrara Tua così come all’ipercoop».

Le possibilità introdotte dal nuovo codice potrebbero, sulla carta, coinvolgere anche altre zone 30 cittadine extra Ztl, come l’area di via Briosi, via Giovanni XXIII a Borgo Punta o la frazione di Cassana.

Però, a dirla tutta, i ciclisti ferraresi spesso e volentieri interpretano con allegra disinvoltura le norme stradali, pedalando serafici sui marciapiedi e percorrendo le vie in senso vietato. «Queste modifiche al codice della strada per le biciclette non mi cambiano la vita - ammette Davide Sciara - Io sono un ciclista piuttosto anarchico e non sto troppo a badare ai sensi unici».

Il suo amico Emanuele Bonazza si dichiara invece «abbastanza ligio al codice della strada. Multe? No, non ne ho mai prese, però è vero che i ciclisti spesso non hanno molta voglia di rispettare il corretto senso di marcia e, piuttosto che fare un giro più lungo, tagliano e percorrono un tratto in senso vietato. Diciamo che il mezzo induce a maggiore libertà».

«Impronta moderna»

Il senso unico eccetto bici peraltro è già adottato in molte città europee, «e certo è positivo per dare un’impronta diversa, più moderna alla viabilità - interviene Daniele Duo - Ma a patto che ci siano regole ferree e un’educazione stradale per i ciclisti, che spesso per gli automobilisti sono delle mine vaganti». «Come lo sono a loro volta i pedoni per le biciclette - aggiunge Nicoletta Cardi - Per le regole sono d’accordo, alcune non sono nemmeno troppo conosciute, come ad esempio il divieto di girare in bici con l’ombrello».

Piste e problemi

A volte il senso unico può creare qualche problema anche sulle ciclabili, specie se la pista è presente solo su un lato della strada. È il caso di via Bologna, nel tratto che da Porta Paola conduce fino all’incrocio con viale Volano: «Sono praticamente costretta a percorrerlo nel senso contrario - si lamenta Elena Guerrato - e vengo puntualmente redarguita dagli altri ciclisti. Poi però mi capita, quando sono in auto, di incrociare biciclette che non rispettano i sensi unici pur avendo possibilità alternative, e mi mettono in difficoltà».

«Uso la bici, e cerco di essere ligio - dichiara Ciro Rea - ma a volte capita che risulta più sicuro fare un pezzettino di strada in senso vietato che attraversare la strada due volte per rimanere nelle regole. E se mentre guido la macchina vedo un ciclista che pedala in senso vietato ma in condizioni che non mettono in pericolo nessuno non mi metto a urlargli dietro come altri automobilisti, non faccio venire il fegato grosso né a me né ad altri per questo». Di parere diverso il suo amico Pasquale Tatino: «Io non amplierei la libertà ai ciclisti, manterrei questo stato di cose, è più sicuro». —

Alessandra Mura

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