Il bilancio è sul tavolo La sfida di Padovani: «Il consiglio dica sì»
La giunta approva la manovra, ma la maggioranza non c’è Senza via libera entro il 31 marzo, arriva il commissario
Dimissioni? Macché. Il sindaco Gianni Michele Padovani rilancia, alla faccia dell’opposizione e dei transfughi dalla sua (ex) maggioranza.
La scorsa settimana la giunta comunale da lui guidata ha approvato lo schema di bilancio di previsione finanziario 2019/21. Un atto di sfida? «No, assolutamente – risponde il primo cittadino mesolano –. Si tratta esclusivamente di un atto di responsabilità. Il mio mandato scade in primavera, quando si voterà. E io ho tutte le intenzioni di governare fino all’ultimo giorno utile».
il gioco del cerino
C’è tuttavia un problema, e non da poco. Il centrosinistra la maggioranza in consiglio non ce l’ha più. Il risultato è che l’approvazione della manovra di bilancio, restando immutato il rapporto tra le forze in campo, è un miraggio. Ma l’assemblea quando sarà convocata? «Ancora non c’è una data certa – dice al proposito Padovani –, servirà sicuramente un po’ di tempo per poter dare la documentazione a disposizione dei consiglieri».
Una scadenza comunque c’è: il 31 marzo. Che è poi quanto prevede la legge circa l’ultima data utile per l’approvazione del bilancio. Andare oltre, scavallare quel limite, potrebbe significare commissariamento dell’amministrazione. A un paio di mesi dalle elezioni (previste per domenica 26 maggio) poco più che una parentesi, ma politicamente un fatto rilevante. Così il gioco del cerino prosegue e il fuoco è sempre più vicino alla mano.
«Io ci sono – riprende Padovani –, non sono abituato a galleggiare come dice la minoranza. E mi dimostro responsabile, a differenza di altri, che magari sono stati eletti assieme a me e poi hanno cambiato casacca. Se qualcuno cambierà idea di qui alla riunione di consiglio? La speranza è l’ultima a morire».
«serve coerenza»
Intanto, il bilancio è sul tavolo. Nessuna sorpresa: tariffe e servizi invariati, investimenti confermati. «In ossequio a quanto prevede il programma di mandato inaugurato cinque anni fa – precisa ancora il sindaco –. La mia parola d’ordine resta quella: coerenza». —
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