ProgEste reclama ancora Il Tar: soldi non dovuti
L’accordo del 2015 tra azienda ospedaliera e la Prog.Este per sanare le reciproche contestazioni sull’ospedale di Cona, definito con una transazione da 6,2 milioni di euro più iva a favore dell’impresa, evidentemente non ha soddisfatto appieno i costruttori. Che hanno chiesto al Tar di proseguire il giudizio su una vecchia pendenza legata al conguaglio sui lavori del 2011, 168mila euro che l’azienda reclamava. A cui non ha diritto, hanno ora stabilito i giudici di Bologna.
Il conguaglio (tecnicamente “compensazione”) era legato ai rincari significativi dei materiali da costruzione. L’azienda ospedaliera prima aveva respinto la richiesta capendo che fosse riferita al 2010 (anno per il quale aveva già pagato), e poi, ad equivoco risolto, sostenne di non essere tenuta a pagare un euro in più per interventi portati a termine fuori tempo massimo.
I lavori andarono effettivamente per le lunghe, è storia conosciuta. Ma da parte sua Prog.Este può mostrare gli atti di un procedimento civile in cui legge che la colpa dei ritardi è dovuta all’azienda ospedaliera. Una carta decisiva? No. Perché i giudici hanno ritenuto che l’accordo e la transazione del 2015 debbano essere riferiti a tutte le vertenze precedentemente avviate tra Prog.Este e azienda ospedaliera sui lavori di Cona, compresa la domanda di compensazione per il 2011. Ciò perché anche quell’istanza era stata inizialmente oggetto del giudizio civile coperto dall’accordo che intendeva sanare ogni pendenza in essere e “di qualsiasi altra connessa o derivata”.
Il fatto che Prog.Este non si fosse più attivata al Tar ed è arrivata a chiedere la messa in calendario del giudizio solo quando ha ricevuto la comunicazione che la partita stava per essere dichiarata chiusa, per i giudici è la controprova del fatto che anche l’azienda considerava il punto già superato. —
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