Scuola di sicurezza Agenti a confronto sulla videosorveglianza
Il sindaco: telecamere sempre più richieste dai cittadini Strategie per garantite gestione dei dati e privacy
ARGENTA. «Dieci anni fa, tutti i consiglieri comunali e i cittadini non volevano le telecamere di videosorveglianza perché dicevano che non si voleva militarizzare Argenta, oggi ce ne sono 70 e non bastano. E tutti le pretendono».
Così il sindaco Antonio Fiorentini ha aperto i lavori di un vertice tenutosi ieri mattina ad Argenta, ad esclusivo interesse per i comandi della polizia locale della provincia di Ferrara e carabinieri, presente un rappresentante della Prefettura. Una giornata per comprendere meglio qual è oggi l’iter da affrontare prima di finanziare un sistema di videosorveglianza e come poi gestirlo alla luce della legge 48/2017 e delle linee guida approvate il 26 luglio 2018.
LA SICUREZZA
L’incontro di approfondimento sul tema, è stato introdotto dal “padrone di casa”, il comandante Carlo Ciarlini ed ha visto poi il sindaco Fiorentini ribadire quanto la sicurezza sia oggi il pilastro della convivenza civile. «Sicurezza sempre più affidata alla Polizia locale – ha aggiunto –, un interlocutore sempre più vicino alla gente con un ruolo che va integrato».
Parlando di telecamere all’interno dell’Unione, «con la nostra politica – ha concluso – abbiamo creato un muro di telecamere, una cinta muraria più robusta e potente proprio per la sicurezza dei nostri cittadini».
LE STRATEGIE
L’incontro ha riguardato le strategie che devono affrontare preliminarmente le amministrazioni prima di finanziare l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Non basta, insomma prendere del denaro dalla casse comunali per pagare un tecnico per l’installazione. Stefano Manzelli, alcuni anni fa agente argentano e oggi in servizio all’Unione Romagna-Faentina (è anche consulente per gli enti locali, forze dell’ordine e responsabile scientifico del progetto “sicurezza urbana integrata”), ha affrontato il tema riguardante la nuova stagione dei patti per la sicurezza tra sindaci e prefetto.
Qualsiasi progetto di videosorveglianza deve, infatti, essere sottoposto a una attenta valutazione strategica in grado di stimare anche l’impatto della privacy. Sistemi in capo alla polizia locale ma utilizzati anche da altre forze dell’ordine che necessitano di particolare cura sotto il profilo gestionale dei dati.
I consigli di Manzelli hanno riguardato dapprima di preparare il terreno, capire quindi le esigenze, formalizzare poi un patto per la sicurezza con il prefetto e solamente dopo la redazione da parte di un tecnico di un progetto strategico si potrà avviare la realizzazione dell’impianto. —
Giorgio Carnaroli
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