Il filosofo alla base di Marx «Lucrezio ancora attuale»
il caso
Lucrezio è un filosofo romano a lungo dimenticato, rivalutato solo in età umanistica, definito sia poeta maledetto che filosofo razionalista e pre-marxista. Per mezzo secolo è stato materia di studio (assieme a Seneca) di Ivano Dionigi, professore di Bologna che oggi alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea (in via Scienze) tiene una lectio magistralis su Lucrezio, che prende spunto dai volumi realizzati da Dionigi, parte dei quali diventeranno anche uno spettacolo teatrale che debutterà il 20 giugno a Ravenna.
«Lucrezio - spiega Dionigi - non è un autore da museo, perché è sempre attuale. Da quando è stato riscoperto ha influenzato l’arte di Botticelli, la poesia di Tasso, ma anche Einstein, Foscolo, Leopardi e Machiavelli, oltre che essere ritenuto un marxista ante litteram. Ho immaginato questo dialogo fra lui e Seneca, nel quale escono i concetti di un filosofo che riteneva politica e religione i mali maggiori del mondo, seguendo invece il maestro Epicuro che metteva la ragione e non gli dei al centro del tutto».
Il dialogo proposto da Dionigi (oggi affiancato da Antonio Moschi, incontro a cura dell’Istituto di storia contemporanea) usa il linguaggio di Lucrezio e Seneca, «la loro capacità di entrare nel cuore dei problemi e la forza di Lucrezio di rompere gli schemi, opponendo il nuovo alla tradizione e l’infinito al finitum», chiude il professore. —
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