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Impianto lavorazione fanghi Nasce il coordinamento del No

Giorgio Carnaroli
Impianto lavorazione fanghi Nasce il coordinamento del No

Un gruppo formato da forze politiche, cittadini, associazioni di categoria Si parte dalla raccolta firme per arrivare ad una raccolta fondi per il ricorso

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PORTOMAGGIORE. Da comitato di fatto a coordinamento No Fanghi. È la sintesi, fatta da Alex Baricordi l’altra sera, a conclusione dell’assemblea pubblica tenuta nella parrocchiale a Portomaggiore. Un gruppo ristretto nel quale sono rappresentate le forze politiche portuensi e argentane, i cittadini di Bando, le associazioni di categoria e le famiglie di Portoverrara che potrebbero ritrovarsi davanti alle finestre di casa un impianto per la lavorazione di fanghi da depurazione.

LETTERA E FIRME

Il coordinamento metterà in scaletta una lettera da inviare al sindaco Nicola Minarelli, alla Regione e all’Arp, e nella quale vengono riassunte le osservazioni già presentate e le preoccupazioni della gente. Timori per possibili ripercussioni sulla salute, trepidazioni per possibili retroscena sull’agricoltura; e sulla viabilità, soprattutto su Bando. Una sintesi di ciò che, secondo gli organizzatori della serata, non è stata evidenziata nelle osservazioni presentate dalla giunta portuense.

Il coordinamento, poi, muoverà i primi passi con una raccolta firme e già pensa a una raccolta fondi per finanziare un ricorso al Tar con consulenza documentata. A breve il gruppo si ritroverà per aggiornamenti e per tenere i contatti ha formato un gruppo WhatsApp.

GLI INTERROGATIVI

A tenere le fila dell’incontro al quale era presente una sessantina di persone con una folta rappresentanza da Bando, ci ha pensato il consigliere portuense Giovanni Tavassi. Un compito il suo, iniziato con la presentazione di un servizio tv con una ricercatrice del Ramazzini. Ha dato quindi lettura delle osservazioni presentate da Legambiente (sui possibili cattivi odori), dal M5s di Argenta (l’insediamento non sarebbe previsto nel Poc), delle attenzioni riservate alla viabilità per Portoverrara ma non per Bando, visto che transiterebbero sulla provinciale Rangona migliaia di camion all’anno.

Tavassi ha citato poi la ferma e netta posizione contraria della giunta comunale di Argenta mentre Gian Luca Lombardi, della Lega, ha riferito dell’interrogazione presentata in Regione da Alan Fabbri e la risposta dell’assessore Gazzolo in linea a quella data a Marcella Zappaterra. «Più forze politiche si daranno da fare – ha detto Tavassi – e meglio è perché qui c’è di mezzo la salute dei cittadini. Cosa può portare questa cosa? Saranno fatti i controlli? Sono solo scarichi civili? È una cosa gigantesca che dobbiamo bloccare».

Questa cosa «non va bene né qui né altrove – ha detto Luca Bertaccini (M5s) –. Prendiamo l’esempio di come si è contrastato il progetto ex Cercom a Comacchio». L’agricoltura fatta «con la lotta biologica non accetta i fanghi, perché? » si è chiesto Gianluca Trentini storico verde argentano.

ipotesi referendum

Nell’invocare l’unità delle forze politiche, senza “giochini”, l’ex assessore provinciale Mario Bellini, oltre a chiedere se sia ammissibile un referendum comunale, si è chiesto «come un Comitato può impedire l’insediamento», chi ha «comperato quel terreno e chi c’è dietro? » .

Marino Mingozzi, di Bando preoccupato per la viabilità già satura per il trasporti di fieno, pomodori e legna, ha fatto due conti: «Se la società incassa 110 euro a tonnellata da smaltire, quanto incassa visto che ne sono previste 80mila tonnellate? E i concimi per l’agricoltura si pagano, invece qui ti pagano se li butti in campagna: non mi pare qualificante per un’agricoltura moderna».

Giorgio Carnaroli

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