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«Puntare di più sulla qualità» La ricetta della Cna per il turismo

«Puntare di più sulla qualità» La ricetta della Cna per il turismo

Guidi, presidente del settore, commenta il calo di presenze Il tema dell’ospitalità rimane centrale per lo sviluppo

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«I dati 2018 sulle presenze turistiche e sui pernottamenti nella nostra provincia presentano, senza dubbio, un peggioramento rispetto al 2017, particolarmente concentrato durante la stagione estiva: a giugno un calo di presenze del 2,9%, a luglio – 9,1%, agosto –1%. Così pure, la tendenza dei pernottamenti (–13,2% giugno, – 3, 2% luglio, – 5,9% agosto)».

L’analisi della Cna

Dario Guidi, presidente provinciale di Cna Turismo, interviene per analizzare l’andamento annuale

«Su questi numeri e sulle ragioni che hanno portato a perdere posizioni duramente conquistate occorre riflettere attentamente. Anche se – va precisato – i dati 2018 sul turismo nel nostro territorio provinciale vanno considerati entro la serie storica degli ultimi anni, che hanno visto un costante miglioramento a partire dal 2010 (fatta eccezione per il 2016), con un picco positivo proprio nel 2017, anno nel quale abbiamo totalizzato oltre 3 milioni di presenze complessive, per tornare al di sotto di questa soglia nel 2018, con oltre 2 milioni 900 mila turisti. D’altra parte, si segnala il buon andamento di alcuni mesi come maggio, ottobre e novembre, proseguendo quella tendenza alla destagionalizzazione avviata in questi anni».

Analizzando, inoltre, la performance della Costa, Guidi evidenzia che il calo è piuttosto generalizzato in regione, anche se particolarmente rilevante nei nostri Lidi. Il panorama turistico è in continua evoluzione, cresce il numero delle mete balneari concorrenziali e si corre il rischio che il nostro territorio non si adegui abbastanza velocemente.

Pubblico e privato

«È innegabile - rpsegue Guidi - che la sinergia tra pubblico e privato ha dato i suoi frutti dal punto di vista della promo-commercializzazione; tale impegno va proseguito e affinato ma non è sufficiente. È sull’hardware che bisogna concentrare gli sforzi. È necessario agire sulla «cartolina» turistica del nostro territorio, non solo dal punto di vista dell’immagine promo-commerciale, ma della sostanza. I nostri problemi li conosciamo già: necessità di migliorare i servizi, la qualità dell’arredo urbano e la tenuta del verde nei nostri Lidi, più complessivamente i temi della riqualificazione e rigenerazione urbana di importanti aree della Costa e dei centri storici, dell’inefficienza di buona parte delle infrastrutture stradali del territorio. Andrebbe tra l’altro segnalata la necessità di intervenire sulle vie di congiunzione tra i Lidi e le vicine zone di interesse naturalistico».

Altro terreno importante di impegno per un rilancio turistico della nostra Costa per il presidente turismo di Cna è indubbiamente quello costituito dalla rivitalizzazione delle aree centrali dei Lidi, puntando decisamente sulla crescita delle imprese commerciali, attraverso una politica mirata di incentivi e azioni di carattere promozionale, rivolta ad assicurarne la vitalità oltre la stagione balneare.

«Ci vuole - auspica Guidi - un programma di iniziative culturali ed eventi in grado di richiamare turisti e pubblici differenziati. Il valore di questo aspetto è sempre più strategico, a maggior ragione durante la stagione estiva sui nostri Lidi. Sarebbe preferibile, a questo proposito, puntare maggiormente sulla qualità che sulla quantità, più sulle iniziative di animazione turistica di carattere strutturale, che su quelle occasionali ed estemporanee. Magari attraverso un più stretto rapporto di collaborazione pubblico – privato, capace di mobilitare idee, risorse e impegno prima di tutto dei nostri operatori turistici. Abbiamo già presentato proposte in questo senso alle istituzioni interessate. Avremo occasione di parlarne meglio».

Quello dell’ospitalità e dell’accoglienza rimane però il terreno sul quale, a parere di Guidi è più urgente compiere un forte salto di qualità, immettendo sul mercato parte del patrimonio immobiliare inutilizzato delle seconde case.

« È innegabile - conclude - come il patrimonio immobiliare della Costa sia largamente inutilizzato; una risorsa che non siamo ancora riusciti a valorizzare adeguatamente, trasformandola in un volano per lo sviluppo turistico. Affiancando, così, alle pur importanti strutture alberghiere di cui disponiamo altre forme di recettività diversificate, capaci di andare incontro a nuove domande di turismo». —

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