Contratti-beffa e mancati saldi Federconsumatori contro Tim
L’associazione segnala l’aumento dei contenziosi che finiscono in conciliazione Problematico ottenere la documentazione degli accordi presi con i call center
Federconsumatori contro Tim. Un centinaio di casi l’anno in provincia raccolti dalla Camera del lavoro territoriale di piazza Verdi a Ferrara, poi ad Argenta, Cento, Codigoro, Comacchio e Copparo. Proteste su disservizi di vario genere, «pochi di risolvono con il solo reclamo, in molti casi - è la denuncia di Federconsum provinciale - invece necessita arrivare alla Conciliazione paritetica, alla segreteria regionale, e addirittura stanno aumentando i casi, anche se numericamente non tanti nel computo complessivo, del ricorso al Comitato regionale comunicazioni».
le tipologie
I casi più frequenti sono i disguidi creati dalle telefonate del call center a domicilio, dove «vengono fatte promesse e proposte che nulla hanno a che vedere con la realtà, per questo le persone che non sono addentro alle condizioni contrattuali pubblicizzate sui siti del gestore (in particolare gli anziani), molte volte accettano contratti che si rivelano irreali, utopistici, al limite della truffa». Quando si stabilisce un accordo telefonico, il gestore dovrebbe inviare a domicilio il contratto cartaceo, per dar modo all’utente di verificare “nero su bianco” le condizioni pattuite a voce, e in caso contrario sfruttare il diritto previsto dalla legge Bersani di annullare tutto con una semplice raccomandata nel giro di 14 giorni lavorativi. «Purtroppo questa procedura viene rispettata raramente - prosegue Federconsum - al contrario molte volte il contratto cartaceo non arriva proprio, tranne che non venga richiesto espressamente dall’utente o da un’associazione a tutela dei consumatori, e spesso nemmeno dopo tali solleciti».
In molti casi, continua l’associazione dei consumatori, vengono attivati contratti per servizi non richiesti perché «il call center afferma che sono compresi nei contratti» o, per quanto riguarda certi modem o Timvision, che sono in comodato d’uso gratuito, mentre «nella prima fattura vengono regolarmente addebitati ». Inoltre le rateizzazioni sono su 48 mesi anche se il contratto ha validità 24 mesi, quindi se si vuole disdire nei due anni bisogna continuare comunque a pagare.
saldo mancato
Negli ultimi mesi, poi, Federconsum segnala «almeno cinque casi» di accordo risarcitorio che però non porta al saldo, anche se sono passati i novanta giorni canonici e sono stati inviati solleciti. C’è il caso di un utente del Basso Ferrarese per il quale è stato concordato, il 16 luglio scorso, un rimborso di 500 euro, non ancora pervenuto, nonostante i due solleciti del 13 dicembre e del 21 gennaio 2019. È pure arrivata una mail della segreteria di conciliazione regionale Tim che dava garanzie di rispetto dei tempi, e si è a questo punto in attesa.
Federconsum chiude con un “consiglio” a Tim: investire nelle strutture che devono rispondere direttamente e concretamente agli utenti, formando di più i call center. —
S.C.
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