«Dopo più di tre anni voglio sapere perché mio padre è morto»
La figlia e il Comitato vittime: indagini ancora non concluse Il Sant’Anna: la legionella era nell’acqua di casa del paziente
Più di tre anni per chiedere di conoscere la verità sulla morte di un padre. È quello che hanno fatto ieri i famigliari di Giuliano Catozzi, deceduto l’8 agosto 2015 mentre si trovava ricoverato nel reparto di Clinica Medica dell’ospedale di Cona. Giuliano aveva 70 anni. «Ed un fisico fortissimo – ricorda la figlia Sabrina –, pensi che non era mai stato ricoverato in tutta la sua vita». Sabrina assistita dall’avvocato Vasco Sisti e da Aldo Ferrante (presidente del comitato vittime della pubblica amministrazione) vuole sapere i motivi che hanno condotto il padre al decesso. A pochi giorni dalla morte di Giuliano Catozzi i famigliari presentarono una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica.
le indagini
«Sta di fatto – prosegue Sabrina – che dopo oltre tre anni e mezzo dalla perdita di mio padre, le indagini non sono ancora concluse». Non solo, interviene l’avvocato Sisti, «possiamo dire che nessun provvedimento è stato adottato dalla Procura, né di rinvio a giudizio, né di archiviazione. Siamo in attesa». Come spiegato da Ferrante, «Giuliano venne ricoverato a Cona il 7 luglio 2015. Il 15 luglio effettuò esami di laboratorio che diedero nella urina esito negativo alla legionella. Il 31 luglio, quindi a distanza di due settimane – prosegue Ferrante – viene confermata invece la legionellosi». Catozzi muore, come detto, l’8 agosto 2015. A seguito del decesso, continua Ferrante, «viene aperto, presso la Procura della Repubblica presso il tribunale di Ferrara, un procedimento che ha come titolare il pubblico ministero Ciro Alberto Savino il quale affida una consulenza tecnica incaricando il professore Massimo Montisci, al fine di accertare le cause della morte di Catozzi».
scambio di nome
Come se non bastasse, «c’è addirittura uno scambio di nomi a rendere la matassa ancora più intricata – svelano Ferrante e Sisti –, e cioè nelle conclusioni il nome di Giuliano Catozzi viene sostituito con quello di Cipriani Fausto Antonio».
la direzione risponde
Ieri pomeriggio l’ospedale Sant’Anna ha ricordato che la direzione aveva «risposto due giorni dopo, il 16 novembre 2017 alla richiesta di chiarimenti pervenuta da Ferrante in data 14 novembre». Si mette in evidenza che «l’Istituto superiore di sanità ha accertato la corrispondenza del ceppo di legionella isolato dal paziente con il ceppo isolato nell’acqua di rete della casa del paziente». Infine, l’azienda ricorda che su tutti i pazienti con sospetta polmonite si cerca sempre l’antigene, e in caso di positività si attiva l’indagine epidemiologica. Il germe della legionella è «impossibile da eliminare» del tutto, vanno tutelati i soggetti predisposti. —
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